Lavoro

Assunzioni, entry level in calo del 18,8% in un anno

Il Barometro del primo impiego di LinkedIn parla di maggiore complessità nell’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Marketing, comunicazione e sviluppo commerciale, tra gli ambiti dove ci sono maggiori possibilità

di Cristina Casadei

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Che il primo lavoro non si scorda mai è ancora più vero oggi che in passato, dato l’aumento della difficoltà dei giovani a entrare nel mercato del lavoro in una maniera che li soddisfi. I dati del nuovo Barometro del primo impiego di LinkedIn dicono che a livello globale l’88% di coloro che si affacciano al mondo del lavoro non si sentono preparati. Molti faticano a trasformare o evolvere le proprie competenze. In Italia le assunzioni cosiddette entry-level sono in calo del 18,8% su base annua. Le opportunità si concentrano sempre più in ruoli amministrativi, di supporto e a contatto con il pubblico, mentre i percorsi tradizionali risultano meno accessibili.

Niente più percorsi lineari

«Chi entra oggi nel mondo del lavoro si trova davanti a più opportunità ma anche a una maggiore complessità - sostiene Olga Farreras Casado, Career Expert di LinkedIn Italia -. Non esiste più un percorso lineare o ‘giusto’ per tutti: la differenza la fa la capacità di adattarsi, imparare velocemente e leggere il contesto. Per questo è fondamentale rafforzare il collegamento tra formazione e lavoro, aiutando i giovani a tradurre ciò che hanno studiato in competenze pratiche e spendibili. Anche i ruoli più nuovi vanno ‘spacchettati’ in skill: quando si riesce a descriverli con chiarezza, è più facile capire se sono in linea con il proprio percorso. Il talento oggi non è solo quello che sai fare, ma quanto velocemente riesci a evolvere».

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I ruoli in crescita

I ruoli in crescita sono quelli dove vengono richiesti profili ibridi capaci di incrociare creatività, business e tecnologia. Nel top ten, al primo posto c’è il content producer, segue l’event assistant, l’international sales specialist, l’ingegnere Ai, il coordinatore di eventi, il responsabile dei clienti, l’ingegnere aerospaziale, il tecnico del controllo qualità, l’assistente legale e il contabile fiscale.

I settori con più opportunità

Per i più giovani le opportunità si concentrano tra pubblica amministrazione, intrattenimento, IT & Media e servizi finanziari, con ruoli trasversali tra marketing, comunicazione e sviluppo commerciale. In parallelo, l’intelligenza artificiale si conferma una competenza sempre più richiesta in diversi percorsi professionali. A livello settoriale, il rallentamento delle assunzioni è diffuso, ma con intensità diverse: comparti come Entertainment (-6,4%) e Accommodation & Food Services (-11,5%) mostrano una maggiore tenuta, mentre Education (-31,2%) e Healthcare (-25,9%) registrano cali più significativi.

I nodi salari e precarietà

Dai dati del barometro di LinkedIn emergono alcune criticità strutturali del contesto italiano che riguardano soprattutto i bassi salari e la precarietà. Anche quando riescono a ottenere un primo lavoro, molti giovani segnalano difficoltà nel raggiungere una reale indipendenza economica: il 37% indica come principale ostacolo uno stipendio insufficiente rispetto al costo della vita, mentre il 28% cita l’instabilità lavorativa, legata a contratti brevi o temporanei. Un ulteriore 25% afferma inoltre di non trovare opportunità nella propria città e di valutare quindi un trasferimento.

La mobilità

In questo contesto c’è una sempre maggiore apertura dei giovani verso carriere all’estero. Tra chi prenderebbe in considerazione un’esperienza fuori dall’Italia, il 48% lo farebbe per ottenere uno stipendio più alto e prospettive economiche migliori, il 33% per una migliore qualità della vita e maggiori benefit, mentre il 28% indica come leva principale opportunità di carriera più ampie e maggiore stabilità nel proprio settore.

Le aspettative crescenti dei più giovani

Cambiano anche le aspettative nei confronti delle prime esperienze professionali. Tra i principali “red flag” in un ruolo junior o in uno stage, i giovani italiani segnalano innanzitutto retribuzioni assenti o simboliche (24%) e scarsa trasparenza su stipendio, contratto e condizioni dell’offerta (24%). Seguono la mancanza di flessibilità o di equilibrio vita-lavoro (12%) e le limitate opportunità di crescita e apprendimento (10%). Questi elementi incidono in modo sempre più diretto sulla qualità percepita di un’offerta e sulle scelte di candidatura. Per aiutare chi è all’inizio della carriera a inseguire le proprie aspettative, LinkedIn ha anche elaborato alcuni consigli, tra cui costruire il network fin da subito, ampliare il raggio di ricerca, focalizzare gli sforzi sulle opportunità più rilevanti, valorizzare le competenze in modo concreto e mantenere organizzazione e continuità.

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