Assistenza sanitaria degli italiani all’estero, sì della Camera. Premio annuo di 2mila euro
Le cure del Servizio Sanitario Nazionale saranno gratuite per minori residenti fuori dall’Unione europea. Di Giuseppe: «Stimiamo incassi di 3-4 miliardi»
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La Camera ha approvato in prima lettura la proposta di legge che consente ai cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’Aire di avere l’assistenza sanitaria in Italia previo pagamento di un premio annuo di 2 mila euro (la somma è dovuta dalla data di rilascio della tessera sanitaria nazionale). I sì sono stati 139 (la maggioranza, Pd, Avs, Iv, Azione), gli astenuti 22 (Avs), i no 1.
Il testo, a firma di Andrea Di Giuseppe (Fratelli d’Italia), ha l’obiettivo di assicurare il diritto all’assistenza sanitaria sul territorio italiano a tutti i cittadini residenti in paesi non aderenti all’Associazione europea di libero scambio (EFTA) e regolarmente iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire).
La platea
La proposta di legge è diretta ai cittadini che risiedono all’estero in Paesi non Ue, ma che siano iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire). Essi potranno iscriversi al Sistema sanitario nazionale «presso l’azienda sanitaria locale presente nel territorio, che raccoglie le loro schede individuali, o, in alternativa, presso l’azienda sanitaria locale competente per il domicilio di soggiorno».
I quattro articoli del provvedimento modificano l’articolo 19 della legge 833/1978, che disciplina le disposizioni in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero.
Di Giuseppe (FdI): incassi di 3-4 miliardi per le casse statali
«Questa iniziativa oltre a garantire un principio di equità e di riconoscenza verso i milioni di italiani che vivono all’estero, permetterà ai minori residenti all’estero di poter accedere gratuitamente alle cure. È un atto di giustizia e di rispetto verso la nostra comunità nel mondo» spiega Andrea Di Giuseppe, deputato di Fratelli d’Italia e primo firmatario del testo sull’assistenza sanitaria agli italiani all’estero. «Questa misura - aggiunge - incide inoltre sulla scelta di migliaia di italiani all’estero di non iscriversi all’Aire proprio per timore di perdere l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale. Una distorsione che non solo ha falsato le statistiche dell’Aire, ma ha anche comportato un carico occulto sul sistema sanitario, costretto a sostenere costi per cittadini che non contribuivano al mantenimento della struttura. Oggi ristabiliamo un ordine che crea trasparenza nei numeri, correttezza nei flussi, verità nel rapporto tra Stato e cittadino». Considerando che gli italiani iscritti all’Aire fuori dalla Ue «sono attualmente 4 milioni e che molti altri si iscriveranno con l’approvazione di questa legge, stimiamo che almeno il 40% degli iscritti all’Aire verserà il contributo, con un incasso di 3-4 miliardi a favore del sistema sanitaria nazionale» conclude Di Giuseppe.








