Assemblea Onu, Trump attacca sui migranti: «L’Europa è invasa da illegali». Il climate change «una truffa»
L’intervento del presidente degli Stati Uniti era uno dei più attesi dell’80esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che fino a lunedì vedrà alternarsi sul podio del Palazzo di Vetro tutti i principali leader mondiali. Trump ha parlato per circa 57 minuti: kl regolamento dell’Assemblea prevede interventi di massimo 15 minuti
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I punti chiave
- Parole dure contro l’Onu e Londra sulla gestione dell’immigrazione
- L’attacco all’Onu e il no al riconoscimento della Palestina
- Ucraina, Trump “pronto a sanzioni contro Russia ma mondo deve fare lo stesso”
- Guterres al Consiglio Sicurezza: attacco Israele in Qatar viola norme internazional
- Incontro bilaterale Trump-von der Leyen
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“Questa è davvero l’età d’oro dell’America”. A dirlo è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel suo intervento all’Assemblea Generale dell’Onu. Il capo della Casa Bianca ha iniziato il suo discorso attaccando duramente la precedente amministrazione statunitense, incolpando il suo predecessore Joe Biden per una “serie di disastri”. “L’America è benedetta dall’economia più forte, dall’esercito più potente e da amicizie durature. Questa è davvero l’età dell’oro dell’America”, ha affermato Trump.
Parole dure contro l’Onu e Londra sulla gestione dell’immigrazione
In uno dei passaggi più aspri del suo discorso davanti ai leader mondiali il presidente Usa ha rilanciato il tema dell’immigrazione incontrollata, fenomeno che avrebbe in particolare devastato i Paesi Ue. “La questione politica numero uno del nostro tempo è la crisi delle migrazioni incontrollate” e l’Onu incoraggia l’“invasione” di alcuni Paesi attraverso l’immigrazione illegale, ha attaccato Trump, affermando che l’Europa è invasa da “illegali” e attaccando il sindaco di Londra Sadiq Kahn sul fronte dell’immigrazione definendolo “terribile” e sostenendo che la capitale britannica sia “molto cambiata” a causa dell’immigrazione, a suo dire, fuori controllo.
“E devo dire che, se guardo Londra, dove c’è un sindaco terribile, terribile, terribile, la città è cambiata così tanto”, ha affermato Trump, in un passaggio del suo intervento in cui ha criticato la gestione dell’immigrazione in Europa. “Ora vogliono passare alla Sharia, ma siete in un altro Paese. Non potete farlo”, ha aggiunto. La scorsa settimana, mentre rientrava negli Usa dalla sua visita di Stato nel Regno Unito, il presidente americano aveva criticato Khan definendolo “uno dei peggiori sindaci del mondo” e sottolineando di essersi assicurato che non fosse invitato al banchetto a cui aveva partecipato al castello di Windsor.
Trump ha parlato di migranti per oltre dieci minuti, prendendosela con l’inerzia dell’Onu. “Dovrebbe fermare le invasioni, non crearle e finanziarle”. Gli Stati Uniti “hanno intrapreso azione coraggiose per bloccare rapidamente l’immigrazione incontrollata. Una volta che abbiamo messo iniziato a trattenere ed espellere, i migranti clandestini hanno semplicemente smesso di arrivare”, ha spiegato Trump criticando il tasso di migranti in Europa: “È ora di mettere fine al fallito esperimento dei confini aperti. Dovete mettervi fine ora. I vostri Paesi andranno all’inferno”.
L’attacco all’Onu e il no al riconoscimento della Palestina
“In sette mesi ho messo fine a sette guerre che dicevano essere non terminabili. Non è avvenuto prima, sono molto onorato di averlo fatto”, si è lamentato poi Trump, che non avrebbe “mai avuto una chiamata dalle Nazioni Unite”, e “nessuno mi ha ringraziato” per questo: “L’unica cosa che ho ottenuto è una scala mobile che si è fermata a metà e un teleprompter che non funziona”. “Le parole vuote non risolvono le guerre”, ha continuato. “Quale è lo scopo della Nazioni Unite? L’Onu scrive lettere, ma le parole vuote non risolvono la guerra”, ha detto Trump. “L’Onu ha un tremendo potenziale, l’ho sempre detto. Ma non è nemmeno lontanamente vicino a essere all’altezza di quel potenziale”, ha spiegato il presidente raccontando di quando si occupava di immobiliare a New York e aveva presentato un’offerta per rinnovare la sede dell’Onu.







