Trasporto aereo

Assaeroporti: in scali italiani scorte per tutto maggio, estate non compromessa

In una intervista a Radiocor il presidente dell'associazione, Carlo Borgomeo, fa il punto della situazione alla luce delle persistenti tensioni in Medio Oriente. «Necessario che il governo avvii un tavolo di monitoraggio permanente»

di Laura Bonadies

 IMAGOECONOMICA

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Gli aeroporti italiani hanno scorte sufficienti di carburante per tutto il mese di maggio e in alcuni scali del nostro Paese la situazione è ancora migliore. Pur in un contesto incerto e che presenta variabili assolutamente imprevedibili, l’estate non sembra essere compromessa. Serve però un monitoraggio attivo sia del governo che dell’Unione europea in modo da avere la situazione aggiornata e intervenire in casi di ulteriori criticità. E’ quanto spiega Carlo Borgomeo, presidente di Assaeroporti, l’associazione italiana gestori aeroporti, in una intervista a Radiocor, in cui evidenzia come quello aereo paga lo scotto di un settore che, rispetto ad altri, vede l’utente finale operare scelte basate su previsioni di medio periodo.

Quale è la situazione attuale negli scali italiani?

Loading...

Negli scali italiani ci sono scorte sufficienti per tutto maggio e in alcuni aeroporti anche più avanti. Ciò significa che nel breve periodo possiamo avere una certa tranquillità. Gli scenari successivi sono condizionati da una serie di variabili assolutamente imprevedibili, sia nella natura sia nell’intensità con cui si manifesteranno. Quanto al carburante, occorre capire se c’è sufficiente disponibilità o meno, anche se quest’ultimo scenario al momento può essere scongiurato. E’ chiaro che la riduzione dell’offerta determina un aumento dei prezzi e ciò potrebbe condurre alla cancellazione di qualche volo.

Il trasporto aereo paga lo scotto di un settore che, rispetto ad altri, vede l’utente finale operare scelte basate su previsioni di medio periodo. Noi dobbiamo chiederci se a luglio ci sarà il cherosene e questo spiega i toni allarmistici delle ultime settimane, che però non condividiamo. Ovviamente siamo preoccupati e siamo attenti, motivo per cui riteniamo utile assumere iniziative di mappatura e di coordinamento. Paventiamo però un rischio che si potrebbe verificare: se continuano preoccupazioni e paure dei passeggeri a prenotare, si potrebbe creare la situazione paradossale di avere scali con serbatoi pieni ma con aerei vuoti.

Che estate si prospetta?

Qualche giorno fa c’è stata una discreta buona notizia ovvero la decisione della CE di procedere con un coordinamento a livello europeo di mappatura e di attenta valutazione dei flussi di carburante in tutto il continente. Questa è una azione molto importante per poi assumere decisioni utili. Detto questo e tenendo conto che le previsioni a oggi non si fondano su elementi certi, non penso che l’estate sia compromessa per quanto riguarda i voli. Ritengo che ci siano una serie di fattori positivi. Hormuz è importante ma non è tutto e stiamo guardando a fonti di approvvigionamento alternative. Seppur a prezzi più elevanti, ad esempio, c’è un flusso importante dagli Stati Uniti e potrebbero essercene ulteriori anche dalle Americhe in generale. E’ probabile che ci sia un aumento dei prezzi dei biglietti ed è per questo che come Assaeroporti riteniamo utile che il Governo avvii un tavolo di monitoraggio permanente perché, quando ci sono crisi come l’attuale, spesso succede che si scoprano, a posteriori, tentativi di speculazione. Se ci si lavora prima, si possono evitare.

Quale è la situazione per quanto riguarda la cancellazione dei voli?

Le cancellazioni più significative vengono dall’estero. Quella più rilevante è stata annunciata da Lufthansa che ha cancellato un certo numero di voli di corto raggio, che comunque rappresentano l’1% del network. Ita Airways, invece, ci ha tranquillizzati dicendo che hanno scorte addirittura fino all’autunno. Anche le dichiarazioni di Ryanair non vanno nella direzione di tagli consistenti.

Dopo il Covid il comparto aereo si trova a vivere una nuova crisi. Che azioni mettere in campo?

La cosa da fare è mettere insieme tutte le informazioni disponibili. E questo lavoro ha due obiettivi. Il primo è che con informazioni aggiornate e strutturate si possono adottare misure coordinate, tra cui l’eventuale rilascio delle riserve qualora la situazione dovesse peggiorare. Il secondo è quello di tenere sotto controllo la situazione, trovando il giusto equilibrio tra preoccupazione e allarmismo. Qui si tratta di monitorare con attenzione gli eventi, non di essere ottimisti o pessimisti.

Come è andato il primo trimestre per il settore aereo italiano?

Se non ci fosse stato il conflitto in Medio Oriente il comparto avrebbe continuato il trend di crescita che, al netto della parentesi del Covid, prosegue da anni a ritmi sostenuti. Ci sono aeroporti che stanno registrando livelli di crescita incredibili. Segnalo anche l’aumento significativo del cargo, che significa sviluppo, crescita del Pil e dell’occupazione. E’ un settore che va benissimo e pensiamo che, cosi come abbiamo superato la pandemia del Covid, dimostrando grande resilienza, tra un po’ di tempo potremo raccontare di esserci lasciati alle spalle anche questa crisi.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti