Viadotti ai raggi X, la mappa online sullo stato di salute dei ponti
Sul sito Aspi si possono seguire le ispezioni affidate a una società terza dopo lo scandalo dei report edulcorati. È il primo passo di un processo che arriverà a regime nel 2021. Sotto lo sguardo del superispettore ministeriale
di Maurizio Caprino
3' di lettura
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Che cosa c’è dietro il completamento dell’impalcato nel nuovo ponte autostradale di Genova, celebrato la settimana scorsa? Un simbolo, ma non certo la chiusura della ferita provocata dal crollo del Ponte Morandi: dopo quasi due anni, la maggior parte delle strade italiane resta fuori dal maxi-archivio Ainop, istituito a ottobre 2018 dal decreto Genova come strumento fondamentale per tenerne sotto controllo le condizioni strutturali.
Proprio venerdì 7 Autostrade per l’Italia (Aspi) ha iniziato la pubblicazione sul proprio sito web dei risultati delle ispezioni trimestrali obbligatorie sui suoi viadotti. In pratica, una versione sintetica dei dati che la società carica nell’Ainop e che a regime dovranno servire all’Ansfisa, concepita dallo stesso decreto come superagenzia di controllo statale ma parzialmente svuotata strada facendo e non ancora operativa (ha accumulato oltre un anno di ritardo), come Il Sole 24 Ore ha denunciato il 3 novembre 2019.
Per Aspi sono risultati del cambiamento reso necessario (e ora avviato) dal crollo del Ponte Morandi e delle ispezioni con report della consociata Spea edulcorati di cui si sospetta su tutta la rete, come emerso dalle indagini delle Procure di Genova e Avellino. Ma sono solo i primi risultati: l’Ainop resta largamente incompleto: solo Aspi vi ha caricato i report sulle oltre 4.500 opere (tra ponti, viadotti, gallerie, cavalcavia e sottovia) della propria rete. E anche i dati Aspi sono da perfezionare, cosa che accadrà dal 2021.
Il panorama
Gli altri gestori stradali e autostradali, nel migliore dei casi, hanno caricato nell’Ainop solo le schede anagrafiche delle opere. Gli altri proprietari e gestori di opere pubbliche (come ferrovie e dighe) sono stati meno inerti.




