Aru, occhiali di design tra architettura e sostenibilità
Il brand di Daniela Verrazzo nasce per progettare modelli inconfondibili legati al Made in Italy
di Paola Dezza
3' di lettura
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In giapponese significa sole, luce brillante, primavera, bella giornata. È così, con un richiamo poetico all’Oriente, che la designer Daniela Verazzo ha deciso di chiamare il proprio brand di occhialeria.
Progettato e realizzato in ogni minimo dettaglio, secondo i criteri più rigorosi del 100% Made in Italy, il brand Aru nasce dal pensiero progettuale di Daniela, la cui formazione nel mondo dell’architettura si traduce in una visione che unisce forma e funzione, estetica e comfort, bellezza e durata.
Ogni modello ARU è frutto di una progettazione rigorosa, dove nulla è lasciato al caso: dalla morfologia delle montature al rapporto con il viso, dal bilanciamento dei pesi all’ergonomia, fino alla ricerca materica.
In pochi anni ARU ha costruito una filiera produttiva 100% italiana, selezionando piccoli laboratori artigiani fuori dai grandi distretti industriali. Un approccio integrato, seguito personalmente da Daniela Verazzo, che garantisce coerenza estetica, funzionalità e cura sartoriale in ogni dettaglio.
E l’attenzione si applica anche al tema della sostenibilità. Così ha preso forma Natoorì, la collezione green. Un progetto che trasforma il rispetto per la natura in linguaggio estetico, dove il design non è solo gesto creativo ma scelta consapevole.














