Lavoro

Artigianato protagonista del festival “Made in Lombardia”

Iniziativa voluta e organizzata da Regione Lombardia e Unioncamere in collaborazione con la startup “Eccellenza Italiana”

di Flavia Carletti

2' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Per celebrare l’artigianato e il “saper fare lombardo” è stato organizzato il Festival “Made in Lombardia”, che ha debuttato il 20 settembre a Milano nella piazza del palazzo regionale. Si tratta di un evento dedicato ai giovani artigiani, voluto e organizzato da Regione Lombardia e Unioncamere in collaborazione con “Eccellenza Italiana”, la startup impegnata nella promozione digitale delle aziende Made in Italy. Per tutta la giornata del 20 settembre, 26 giovani maestri del “saper fare”, provenienti dalle diverse province lombarde, hanno lavorato in piazza mostrando cosa significhi essere artigiani oggi. L’evento è rivolto a studenti delle scuole superiori e laureandi con l’obiettivo di valorizzare la figura dell’artigiano presso le nuove generazioni: sul palco principale si sono susseguiti discorsi ispirazionali, workshop e incontri interattivi con esperti nei diversi settori del comparto, dalla moda al design, dall’enogastronomia all’intrattenimento.

Guidesi: «Artigianato torni attrattivo per i giovani»

«È fondamentale innescare un cambio di approccio al mondo dell’artigianato, che deve tornare ad essere attrattivo per i giovani, in modo da non disperdere l’enorme patrimonio lombardo di conoscenze ed ingegno», ha affermato l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, ideatore dell’evento. «È necessario valorizzare le tante positività che questi mestieri custodiscono e raccontare le storie di successi di grandi artigiani che oggi, ad esempio, esportano in tutto il mondo. Come Regione abbiamo voluto scommettere sui giovani, sul loro entusiasmo e sulla loro capacità di coinvolgimento; oggi abbiamo l’ennesima dimostrazione che, se stimolati, i ragazzi hanno potenzialità straordinarie. La Lombardia esprime un "saper fare" unico, frutto di una straordinaria cultura del lavoro che ha consentito alla nostra terra di primeggiare, dal punto di vista economico e sociale, in Europa e non solo», ha spiegato Guidesi. «Il nostro sostegno al comparto dell’artigianato è assoluto e si declina in misure e strumenti specifici a supporto degli investimenti delle imprese, così come nella strategia delle filiere per agevolare le connessioni tra mondo produttivo, mondo accademico e scientifico e istituti formativi. Ma occorre, appunto, anche un cambio di passo in termini di mentalità: lavorare nell’artigianato significa spesso scegliere una solida stabilità professionale, avere la soddisfazione del fare, esprimersi attraverso la creatività e diventare interpreti e custodi di tradizioni uniche innovandole e rinnovandole», ha aggiunto.

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Scongiurare la scomparsa di tante professionalità

L’evento è un racconto in presa diretta per descrivere il fascino di mestieri antichi e moderni che, in molti casi, è a rischio estinzione. Una ricerca di Altagamma prevede che nei prossimi 10 anni scompariranno più di 300.000 professioni dell’artigianato di qualità. La stessa Confartigianato lancia l’allarme sulla grave carenza di manodopera specializzata e di giovani propensi a scommettere su un solido futuro nella manifattura di eccellenza. Uno studio di Gi Group holding Skuola.net inoltre indica che oltre il 61% degli studenti italiani esclude di potersi interessare a mestieri tecnici o pratici per il proprio futuro lavorativo. Secondo i ragazzi la “colpa” è anche delle attività di orientamento svolte dalle scuole italiane, che tendono ad enfatizzare i percorsi universitari rispetto agli Its (studi tecnici superiori); oltre il 76% dei ragazzi dichiara di essere stato indirizzato principalmente in questo senso e solo il 29% dei liceali afferma di conoscere questi percorsi di formazione.

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