Storia del volo

Artico, l’Aeronautica celebra i 100 anni della spedizione del dirigibile Norge di Umberto Nobile

Convegno a Roma: l’area come «laboratorio volante d’avanguardia»

di Redazione Roma

Artico, dalla impresa di Nobile alla geopolitica, il filo rosso della Difesa tra passato, presente e futuro

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A un secolo di distanza da una delle imprese più audaci della storia del volo, l’Aeronautica Militare ha celebrato il centenario della spedizione del dirigibile Norge. Era il 10 aprile 1926 quando l’aeronave N-1, con a bordo l’ingegnere Umberto Nobile a capo di un equipaggio internazionale tra cui gli esploratori Roald Amundsen e Lincoln Ellsworth, partì dalla base di Ciampino (Roma) per raggiungere - dopo un viaggio di 13.000 km attraverso l’Europa e il Mar Glaciale Artico - le Isole Svalbard e da lì compiere il primo sorvolo del Polo Nord. Per onorare questa ricorrenza, il 14 aprile l’Aeronautica Militare ha organizzato a Roma il convegno “Il volo del Norge 1926: Nobile al Polo Nord”. L’appuntamento ha fornito l’occasione per delineare il ruolo storico dell’Aeronautica Militare e della Difesa nelle spedizioni polari e nelle attività di ricerca scientifica in area artica e antartica, evidenziandone il contributo tecnologico e istituzionale, alla presenza di personalità del mondo militare, politico e scientifico. I lavori si sono sviluppati su quattro panel tematici che hanno registrato il contributo di accademici, giornalisti ed esperti internazionali.

L’eredità del generale Nobile

L’evento rientra nell’ambito di una due giorni di iniziative a carattere scientifico, culturale e divulgativo realizzate in collaborazione tra l’Aeronautica Militare, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Gruppo Prada nell’ambito del progetto Sea beyond, condotto in partnership con la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’Unesco per promuovere l’educazione all’oceano su scala globale. L’obiettivo comune è quello di valorizzare l’eredità del Generale Nobile e far conoscere la storia e le esplorazioni polari di cui l’Italia è stato protagonista in questi cento anni, intrecciando memoria e presente grazie al dialogo tra documentazione storica, testimonianze e narrazioni contemporanee. L’occasione ha rappresentato inoltre, un momento significativo per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della preservazione degli ecosistemi fragili.

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Laboratorio volante d’avanguardia

In rappresentanza del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, l’incontro è stato aperto dal Capo del 5° Reparto “Comunicazione” dello Stato Maggiore Aeronautica, Generale di Brigata Aerea Urbano Floreani, che nella sua introduzione ha sottolineato come «L’impresa del Norge ci consegna un messaggio che attraversa il tempo: tecnologia, competenza e capacità di collaborare portano a traguardi che da soli sarebbero inimmaginabili. Cento anni fa, quando l’Aeronautica era ancora nella sua infanzia, l’ingegno di Umberto Nobile — che progettò e trasformò l’N-1 in un laboratorio volante d’avanguardia — incarnava già quei valori che sono diventati il patrimonio identitario della nostra Forza Armata. Quell’eredità l’Aeronautica Militare la porta avanti ogni giorno, con lo stesso rigore tecnico e lo stesso spirito di servizio. La pista di atterraggio in Antartide ne è esempio e parla italiano: è lì, nel lavoro silenzioso dei nostri tecnici, manutentori e ingegneri aeronautici, che si misura la continuità tra il pionierismo di ieri e l’impegno operativo di oggi».

La cooperazione tra culture diverse

Ha fatto seguito un indirizzo di saluto del Vice Capo Missione dell’Ambasciata Reale di Norvegia a Roma, Erling Hoem, che ha sottolineato come «a distanza di 100 anni, il viaggio del Norge continua a parlarci non solo per il suo valore storico, ma per il messaggio che trasmette: quello della fiducia reciproca, della condivisione del sapere e della cooperazione tra paesi, culture e discipline diverse. Un messaggio che resta profondamente attuale, soprattutto nel mondo di oggi».

I lavori si sono aperti con il primo panel — “The North Pole Challenge: The History of an Endeavour” — dedicato alla dimensione storica e internazionale della conquista del Polo Nord. Sono intervenuti il giornalista e saggista britannico Mark Piesing e il professor Steinar Aas, storico della North University di Norvegia, che hanno restituito al pubblico la portata epica di un’impresa che, un secolo fa, rappresentò il più straordinario banco di prova della tecnologia aeronautica e dello spirito esplorativo dell’epoca. Il panel è stato moderato dal Sottotenente Michele Palumbo del Reparto Sperimentale Volo dell’Aeronautica Militare.

Il secondo panel “Gli anni dei dirigibili italiani: sfide e prospettive” ha approfondito il contesto tecnico e ingegneristico dell’impresa, con i contributi del professor Gregory Alegi dell’Università LUISS di Roma, del Generale Ispettore Basilio Di Martino, storico dell’Aeronautica Militare, e del Colonnello Guido Guidi, Ufficiale Meteorologo AM che ha illustrato le straordinarie sfide delle previsioni meteorologiche in ambiente polare. A seguire, con un intervento dedicato all’aeronave N1, il Prof. Massimiliano Pinucci ha ripercorso l’anatomia tecnica del dirigibile Norge, restituendone la complessità costruttiva e il genio progettuale di Nobile.

Con il terzo panel “Viaggio tra i ghiacci: tra ricerca scientifica e scoperte geografiche”, il convegno ha proiettato lo sguardo sul presente e sul futuro della ricerca polare. Gianluca Casagrande, Consigliere Nazionale della Società Geografica Italiana, Francesco Petracchini, Direttore Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del CNR, e Carlo Barbante dell’Università Ca’ Foscari di Venezia hanno mostrato come le rotte aperte dal Norge siano oggi percorse da scienziati impegnati a studiare e preservare gli ecosistemi più fragili del pianeta.

Nell’Artico sinergia tra istituzioni, mondo scientifico e industria

Il quarto e ultimo panel “Artico frontiera geopolitica: il ruolo dell’Italia” ha affrontato la dimensione strategica e istituzionale della presenza italiana nelle regioni polari. Sono intervenuti Vittorio Emanuele Parsi, Ordinario di Relazioni Internazionali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Pietro Batacchi, Direttore della Rivista Italiana Difesa (RID), e il Generale di Brigata Carlo Di Somma, Presidente del Comitato di Indirizzo Interforze Artico, Sub Artico e Antartide, che ha evidenziato come «la Difesa, forte di una consolidata esperienza nelle regioni polari, contribuisce con capacità e assetti specialistici al raggiungimento degli obiettivi nazionali in Artico e Antartide, operando in stretta sinergia con istituzioni, mondo scientifico e industria. In questo quadro, la nuova postura artica della Difesa riconosce tali aree come sempre più rilevanti per la sicurezza nazionale, orientando sviluppo capacitivo, cooperazione internazionale e integrazione del Sistema Paese».

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