Arte e Luxury Fashion sostengono Art-Rite
Soffre l’ultra-contemporaneo, bene i gioielli. Prevista l’apertura del nuovo dipartimento di Libri Antichi e far crescere il servizio di art lending
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«Considerando la generalizzata fase di rallentamento di mercato, i risultati per il 2024 pari a 1.860.372,44 euro, in significativa flessione rispetto al 2023 (-15,7%), hanno messo in luce un allineamento dello scenario italiano rispetto a quello internazionale nonché all’attuale stadio di sviluppo della nostra realtà» dichiara sull’andamento dell’anno appena trascorso Attilio Meoli, amministratore delegato di Art-Rite, casa d’asta del Gruppo Banca Sistema.
«In termini di andamento - prosegue l’ad - nel 2024 abbiamo registrato un tasso di venduto per lotto del 55% su un totale di 19 aste di cui tre di Filatelia, nove di Arte Moderna e Contemporanea (di cui tre di Grafica, Libri d’Arte e d’artista, tre 4-U new, una U-3 Under 3k euros e due di Arte Moderna e Contemporanea), due di Numismatica, una di Auto da Collezione, una di Comic Art, una di Gioielli Orologi e Argenti, una di Luxury Fashion e una di Arte Antica e del secolo XIX. In aggiunta si sono svolte due aste di beneficenza, una a sostegno della Fondazione Tommasino Bacciotti di Firenze e una in favore della comunità di Breuil-Cervinia. La partecipazione di collezionisti internazionali è stata del 16,54% (per numero di lotti aggiudicati) provenienti da Belgio, Stai Uniti e Cina (per valore) e Olanda, Stati Uniti e Francia (per numero di lotti).
Il settore di maggior rilievo continua ad essere rappresentato dall’Arte Moderna e Contemporanea con un aggiudicato di 915.229,14 euro mettendo, tuttavia, in risalto un periodo di stabilizzazione generalizzata per l’ambito. Si sono riscontrati segnali incoraggianti e di ripresa nel settore dei Gioielli, Orologi e Argenti nell’asta del 12 dicembre, data in cui si è inoltre tenuta l’asta inaugurale del nuovo dipartimento di Luxury Fashion (impegnato nel trattare oggetti da collezione che vanno dal vintage al Contemporaneo di case di moda come Hermès, Chanel, Louis Vuitton o Yves Saint Laurent) che ha saputo confermare le aspettative lasciando presagire ampi margini di miglioramento per il futuro. Similmente, anche dall’asta di Arte Antica e del secolo XIX del 18 dicembre si è ottenuto un esito positivo soprattutto in termini di percentuale di lotti venduti». Il top lot della casa d’asta è una lettera degli Antichi Stati Italiani, Sardegna, Lettera raccomandata del 19.2.61 da Genova per Odessa, che dalla stima tra 220-275mila € è stata venduta a 100mila €.
Quali artisti sono in crescita e quali in calo?
Come accennato, l’arte moderna e contemporanea continua a rappresentare per noi il settore più significativo in termini di risultati. Nel dettaglio, la sessione del 3 dicembre ha messo in luce la vendita dell’opera “Le mille e una notte” a 77.500 € (diritti inclusi) di Vittorio Zecchin, autore fortemente ricercato ma dalla difficile reperibilità sul mercato, almeno per le opere pittoriche di un certo rilievo. Segnaliamo poi la vendita del “Senza titolo” di Salvo a 36.250 € (diritti inclusi) e di “Figure” di Massimo Campigli a 26.250 € (diritti inclusi) nell’asta di Arte Moderna e Contemporanea del 21 maggio.
Il settore dell’ultra-contemporaneo resta per noi una risorsa importante sia in termini economici che di capacità distintiva e di possibilità di ricezione di una clientela nuova, più giovane e maggiormente indirizzata all’acquisto di quegli artisti capaci di farsi interpreti chiave della realtà di oggi. Rispetto allo scorso anno, e come testimoniato anche dagli andamenti internazionali, la domanda per questa tipologia di opere sta vivendo una fase di stabilizzazione a seguito di un momento di forte crescita.
Quali settori in crescita?
L’asta inaugurale del nuovo dipartimento di Luxury Fashion del 12 dicembre ha rispettato le aspettative iniziali a riprova della sempre maggiore identificazione di una simile tipologia di bene da collezione come vera e propria opportunità di investimento e lasciando presagire ampi margini di crescita. Tra le aggiudicazioni, si segnala la vendita del Baule armadio vintage Louis Vuitton a 15.000 € (diritti inclusi) e la Valigia Alzer Monogram 75 Louis Vuitton a 5.760 € (diritti inclusi). Si sono poi riscontrati segnali incoraggianti e di ripresa sia nel settore dei Gioielli, Orologi e Argenti con oltre il 60% di lotti aggiudicati nell’asta del 12 dicembre che in quello dell’arte antica e del secolo XIX, come testimoniato dalla percentuale di aggiudicazione di circa il 65% raggiunta in occasione dell’asta del 18 dicembre. Anche nel contesto delle trattative private si continuano, inoltre, a confermare risultati positivi caratterizzati da vendite importanti a riprova della loro sempre maggiore rilevanza per la nostra casa d’aste.
Anticipazioni sul prossimo anno: highlight? Previsioni?
La volontà è quella di ampliare i dipartimenti, di lavorare in costante e maggiore integrazione con la proprietà e di introdurre tutte le azioni necessarie per fare crescere il servizio di art lending denominato Art-Kredit. Per il 2025, è inoltre prevista l’apertura del nuovo dipartimento di Libri Antichi e, grazie all’integrazione all’interno della mobile App della nostra controllante Kruso Kapital, sarà poi possibile partecipare alle nostre aste anche via smartphone, scaricando gratuitamente la App KrusoK Aste.
La Francia e la Germania hanno legiferato e introdotto l’Iva ridotta sugli scambi sull’arte rispettivamente al 5,5% e al 7% dal 1° gennaio 2025. L’Italia non ha ancora deciso cosa fare, l’anno si apre con uno squilibrio fiscale sull’Iva significativo per voi operatori d’asta, visto che sull’offerta di lotti pesa l’aliquota ordinaria del 22%, che ripercussioni potrebbero esserci sui vostri clienti?
Nonostante il crescente dinamismo a maggior attenzione da parte degli operatori internazionali, il mercato italiano è da considerarsi ancora abbastanza periferico, soprattutto, se comparato con un panorama globale che sta mettendo in risalto l’emergere di nuovi poli e centri d’attrazione per il mondo dell’arte (si veda la Corea del Sud – con qualche ragionevole incertezza a causa alla recente crisi politica – ma anche l’Arabia Saudita, per esempio). L’eventuale mancato adeguamento al regime fiscale sull’Iva introdotto da Francia e Germania potrebbe rendere ancor più evidenti nel medio-lungo termine le differenze, soprattutto in termini di prospettive di crescita e compra-vendita, tra il contesto italiano e quello europeo.










