Arte e cultura, così l’Italia gioca la partita della diplomazia culturale
Leonardo da Vinci, Caravaggio, Tintoretto, la grande musica con l’opera, vetri e mosaici, l’Atlante Farnese: un palinsesto variegato che valorizzerà l’immagine dell’Italia a Osaka
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Leonardo da Vinci, Caravaggio, Tintoretto, la grande musica con l’opera, l’arte contemporanea, la grande tradizione artigianale del vetro e del mosaico, l’Atlante Farnese, la moda come ponte per rafforzare il dialogo culturale con il Giappone e l’audiovisivo come racconto di quello che siamo stati e saremo. Insomma: un programma vasto e variegato, un palinsesto che renderà sostanziosa la presenza cultura dell’Italia a Osaka. Un programma denso di avvenimenti che si articoleranno lungo tutta la manifestazione e che sta ancora raffinando tutti gli appuntamenti.
Ma già quelli noti sono eccellenti. Non parliamo solo dell’Atlante Farnese, straordinaria scultura di epoca romana che dal Mann di Napoli arriva per la prima volta in Asia, in occasione di Expo Osaka 2025, al centro del padiglione che Mario Cucinella ha progettato sul modello della Città ideale del Rinascimento. L’imponente rappresentazione del titano Atlante che sorregge sulle spalle il peso di un globo è una bel messaggio di resilienza.
Tra le opere più attese, per esempio, c’è «La Deposizione di Cristo» di Caravaggio che arriverà in Giappone grazie alla Santa Sede, e sarà allestita al centro dello spazio Spiritualità, a 30 centimetri da terra, per essere ammirata da vicino, ma insieme non mancheranno incursioni nell’arte contemporanea (tra queste, l’«Apparato circolatorio» di Jago e le opere di Oriana Persico e di Francesca Leone) che esplorano il rapporto tra arte, scienza e tecnologia. E se dice arte e scienza non si può non menzionare i quattro disegni del Codice Atlantico di Leonardo Da Vinci, esposti a rotazione per tutta la durata di Expo. Dal 1637 proprietà della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, i fogli del Codice arrivano in Giappone grazie alla collaborazione con il Comune di Milano, che ha realizzato il progetto “Milano e Leonardo” per valorizzare l’eredità di Leonardo Da Vinci a livello internazionale. Ancora: ecco il «Ritratto di Ito Mancio», dipinto nel 1585 da Domenico Tintoretto: raffigura un principe giapponese a capo di una delegazione di quattro giovani nobili nipponici inviata in Europa dal Padre Visitatore gesuita Alessandro Valignano. Su questo dipinto si registra un convegno apposito organizzato a Osaka e l’invetimento di Bracco che ha sostenuto nuove analisi diagnostiche i cui risultati verranno presentati in tale convegno. Si tratta di una potente metafora, che così verrà letta a Osaka: il dipinto è testimonianza di un viaggio che anticipa tutti i grand tour e segna il primo incontro tra giovanissimi giapponesi e la società di alcune grandi città italiane, infatti verrà messo a confronto nell’esposizione con una video installazione su maxi schermi in cui 30 giovanissimi di tanti paesi del mondo esprimono la loro idea di futuro. Con l’aereo di Arturo Ferrarin, invece, si fa un salto nel Novecento: è il mezzo con il quale nel 1920 si volò tra Roma e Tokio (18.000 chilometri in 109 ore).
Pare che secondo i sondaggi il padiglione italiano sia il più atteso dai giapponesi: e i legami tra le due nazioni sono un altro elemento forte. Nei primi giorni dell’Expo ecco la presentazione dell’architetto Kengo Kuma del lampadario DieXe prodotto con la storica vetreria di Murano Salviati ed esposto in occasione della prima settimana dedicata alla città di Venezia (rimarrà per tutti i sei mesi di Expo). La presentazione di Kuma, con una lunga e proficua presenza in Italia, inaugura in realtà anche una piccola sezione di mostra nelle vetrine dedicate al design con un focus iniziale sulle collaborazioni tra designer giapponesi e grandi marchi del made in Italy. Non mancherà, a proposito di Venezia, il concerto del coro del Teatro La Fenice con un programma di arie classiche che prevedono anche due ospiti speciali come la soprano Yasko Fujii e il tenore Motoharu Takei.
Appuntamenti con il mosaico e la pelle, omaggio al saper fare manuale italiano. Qui la scuola di mosaico di Spilimbergo diventa protagonista con un workshop promosso dalla regione FVG prima e un secondo promosso da Lineapelle che con il mosaico gioca utilizzando la pelle come materiale interamente parte del ciclo naturale d’utilizzo per parlare di Pompei, Spilimbergo e colori della tradizione. Infine, giusto per dare solo un breve cenno delle cose che succederanno a Osaka, promosso dal Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni e organizzato da Cinecittà in collaborazione con Fondazione ITS di Trieste e con la partecipazione di Yoshikazu Yamagata, fondatore della scuola Coconogacco di Tokyo, l’evento “Born to Create” che si svolgerà il 29 aprile ai Giardini del Padiglione Italia mette insieme il talento di designer italiani e giapponesi e quello di giovani artisti italiani provenienti dal cinema e dal mondo della musica: ad impreziosire la sfilata, infatti, anche contributi video firmati da ragazzi del Centro Sperimentale di Cinematografia con immagini dell’Archivio Luce da passerelle d’epoca.


