Made in Italy

Arredo, i distretti produttivi motore di competitività

Al Salone del Mobile focus sui territori: avviato un tavolo di confronto tra FederlegnoArredo e le confindustrie locali. Siglato accordo quadro con le Marche per l’export

di R.I.T.

 (©Giulia Copercini)

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Le specificità territoriali sono il cuore della competitività italiana. Non è un mistero che i distretti produttivi - filiere fortemente radicate e solidali, che consentono alla manifattura di trovare nell’arco di pochi chilometri le competenze artigianali, tecniche e tecnologiche per garantire la qualità dei prodotti finali - rappresentano un modello industriale tipicamente italiano, che ha dimostrato negli anni la propria efficacia.

Tanto più negli ultimi anni, con le ripetute crisi di approvvigionamento che si sono susseguite dalla pandemia in poi e che oggi rischiano di riacuirsi con la guerra in Iran.

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La filiera del legno-arredo - in questi giorni protagonista al Salone del Mobile di Milano - è un modello in questo senso, con una delle catene di approvvigionamento della manifattura made in Italy.

I distretti, Lombardia in testa

I distretti produttivi del legno-arredo sono il cuore pulsante di una filiera che nel 2025, pur in un contesto economico e geopolitico molto complesso hanno saputo interpretare e reagire alla crisi, riuscendo a guardare a nuovi mercati e tenendo il posizionamento in quelli tradizionali. I dati Istat elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo fotografano i diversi andamenti e ne delineano peculiarità e specificità.

Il fatturato totale della Filiera Legno-Arredo lombarda nel 2025 ammonta a poco più di 10,6 miliardi di euro, divisi tra i 3,8 del legno e i 6,9 dell’arredo; il saldo commerciale è positivo per 2,4 miliardi di euro, il più alto tra tutte le regioni italiane. Un risultato che la colloca al primo posto fra i distretti del legno-arredo per fatturato, numero di imprese e addetti. Le imprese del settore in Lombardia sono infatti 7.975 di cui 4.318 dell’arredo (54%) e 3.657 del legno (46%). Gli addetti impiegati sono 50.942, di cui 31.377 per l’arredo e 19.565 per il legno.

La Lombardia risulta essere anche la prima regione (con una quota pari al 29% del totale) per valore esportato della filiera di circa 4,7 miliardi di euro nel 2025, con una variazione contenuta del -1% rispetto al 2024 , di cui oltre 3 miliardi di soli mobili, Il 57% del fatturato della produzione di mobili in Lombardia è destinato all’export (3,1 miliardi di euro nel 2025 a -2% rispetto al 2024) arrivando a toccare più di 180 paesi

Un tavolo di confronto con le regioni

Nella cornice del Salone del Mobile di Milano si è inolyre svolto il primo incontro in presenza del Tavolo Delegati Legno-Arredo di Confindustria, promosso e coordinato da FederlegnoArredo, che coinvolge presidenti e referenti delle sezioni legno-arredo di 15 Confindustrie territoriali.

«L’iniziativa rappresenta un passaggio concreto nel percorso avviato dalla Federazione per rafforzare il dialogo tra imprese, territori e sistema associativo, a conferma del ruolo centrale di FederlegnoArredo come punto di riferimento della filiera legno-arredo italiana», ha detto il direttore generale di Fla, Carlo Piemonte. «Un momento di confronto diretto tra i delegati delle Confindustrie territoriali per mettere a sistema best practice e individuare le priorità del settore: una su tutte quella della formazione di manodopera qualificata. L’incontro al Salone del Mobile sancisce l’inizio di questa collaborazione strategica a livello nazionale». Il percorso del Tavolo proseguirà nelle prossime settimane con un approfondimento dedicato proprio al tema dell’Education, individuato come ambito strategico per la crescita e la competitività del settore.

Marche, accordo quadro per l’internazionalizzazione

Sarà inoltre siglato, sempre al Salone del Mobile, un accordo quadro ra Regione Marche, FederlegnoArredo e Confindustria Marche, che rappresenta uno strumento strategico di politica industriale regionale, volto a sostenere la filiera legno-arredo, uno dei settori identitari e a maggiore vocazione internazionale della regione.

L’intesa si propone di allineare le politiche regionali alle traiettorie europee e nazionali in materia di innovazione, sostenibilità, trasformazione digitale e capitale umano, rafforzando insieme al territorio il sistema delle relazioni istituzionali e produttive. Il cuore operativo sarà la definizione di un progetto strategico di sistema per il comparto “Casa e Arredo”, sviluppato con il coinvolgimento di centri di ricerca, università e hub per l’innovazione, e accompagnato da una cabina di regia pubblico-privata che coordinerà le azioni nel medio-lungo periodo.

Nel dettaglio, l’Accordo tra enti punta a favorire l’accesso coordinato ai fondi europei, anche in prospettiva della nuova programmazione 2028–2034, rafforzare i processi di aggregazione tra imprese, sostenere l’innovazione tecnologica e la transizione green e digitale, nonché accompagnare le aziende nei percorsi di internazionalizzazione, anche attraverso il supporto alle certificazioni richieste dai mercati extra-Ue.

«La filiera legno-arredo è uno dei motori dell’economia marchigiana: un peso occupazionale pari al 7,7% dell’industria regionale e oltre 765 milioni di euro di export, il 5,7% delle esportazioni delle Marche. Un sistema produttivo fortemente orientato ai mercati internazionali che oggi vogliamo accompagnare in una nuova fase di crescita», spiega l’assessore regionale delle Marche, Giacomo Bugaro.

«L’accordo mette a terra un modello operativo chiaro per sostenere la filiera: integrazione tra risorse europee, nazionali e regionali, supporto alle certificazioni per l’accesso ai mercati esteri, rafforzamento delle competenze e investimenti su innovazione e sostenibilità», aggiunge Carlo Piemonte. L’obiettivo è accompagnare in modo concreto le imprese, soprattutto le pmi, nei processi di trasformazione e di internazionalizzazione, valorizzando al tempo stesso il sistema produttivo marchigiano, rinomato per le sue tradizioni artigianali e l’innovazione. Nel 2025, ha raggiunto un valore di circa 3,7 miliardi di euro, posizionandosi al quarto posto sia per fatturato che per valore esportato nella filiera Legno-Arredo, confermandosi come uno dei principali poli della produzione di mobili in Italia.

I numeri confermano il ruolo centrale delle Marche, con un saldo commerciale pari a 660 milioni di euro, oltre 1.800 imprese e 18.700 addetti, di cui il 74% impiegato nella produzione di mobili, secondo i dati del Centro Studi FederlegnoArredo. Il distretto marchigiano è caratterizzato da una produzione straordinaria nel settore delle cucine, che rappresentano il 26% del fatturato di cucine nazionale. Il comparto contribuisce in modo significativo all’immagine e alla competitività del Made in Italy nel mondo. Nonostante le sfide globali, le Marche mantengono una posizione di rilievo nelle esportazioni di mobili: il settore copre il 67% del export di tutta la Filiera legno-arredo.

«Questa intesa spinge sulle priorità che Confindustria Marche evidenzia da tempo come strategiche per le nostre imprese: competenze, innovazione e digitalizzazione, puntando ad una politica industriale coordinata tra ambito regionale e nazionale - dichiara Roberto Cardinali, Presidente Confindustria Marche -. Il settore legno-arredo ha una storia di qualità e prestigio nella nostra Regione ed un peso rilevante nel Pil regionale e nelle esportazioni. La costituzione di una cabina di regia pubblico-privata può diventare un modello nazionale per l’impostazione e l’attuazione di interventi strategici, così da valorizzare una filiera rilevante per l’economia marchigiana, anche avvalendosi del supporto di partners istituzionali e tecnologici».

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