Arper, il principio della «sottrazione» a sostegno di qualità e ambiente
Per l’azienda la quota dell’export è pari all’84,5% del fatturato
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Il principio-guida è quello della sottrazione: ridurre per ottenere qualità, alleggerire per ampliare le possibilità d’uso; ma «sottrazione», in questo caso, è da intendersi anche come una declinazione di responsabilità: un approccio essenziale ai materiali e alla costruzione, per ridurre l’impatto complessivo e rendere la sostenibilità un requisito di progetto. È in questo perimetro ideale che ha preso forma Aom, la linea di divani e poltrone presentata al Salone del Mobile 2026 da Arper.
«Disegnata da Jean-Marie Massaud, la collezione riflette una direzione strategica precisa: coniugare sostenibilità, flessibilità progettuale e benessere degli spazi», ci racconta Simona Colombo, chief marketing officer dell’azienda nata a Monastier di Treviso nel 1989: «Abbiamo voluto introdurre il concetto di morbidezza anche negli ambienti office, con soluzioni versatili capaci di adattarsi sia al residenziale sia ai contesti collettivi. Sono gli stessi principi che guidano lo sviluppo del nostro business: progettare prodotti responsabili, pensati per mercati e utilizzi diversi, interpretando un’evoluzione del modo di vivere e lavorare su scala globale».
Fondata da Luigi Feltrin assieme ai figli Mauro e Claudio (attuale presidente), Arper coniuga le radici venete e italiane con un’evidente proiezione estera, testimoniata dal dato relativo all’export pari all’84,5%, di cui il 16,6% verso gli Usa. È in questa ottica che va compresa l’importanza di esserci, tra i padiglioni della fiera milanese: «Il Salone è un immancabile appuntamento internazionale per il design e per le imprese», spiega Colombo.
«Qui raccontiamo il nostro brand e il nostro approccio al design, condividendolo con clienti e mercati-chiave. È inoltre il primo momento di messa a terra della strategia di marketing per l’anno a venire. In questa edizione, il nostro spazio espositivo esplorerà il tema delle connessioni e riconnessioni (individuali e collettive) e di come le collezioni Arper siano concepite per nutrire le relazioni. Durante la Design Week, anche il nostro showroom di via Pantano sarà una destinazione degna di nota, per incontrarsi e scoprire le nostre collezioni».
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