Lo stilista

Armani, aperti e pubblicati i due testamenti: dettagli su successione e gestione dell’eredità

I testamenti scritti di proprio pugno tra marzo e aprile 2025. Lo stilista e imprenditore è scomparso lo scorso 4 settembre a 91 anni. Non aveva eredi diretti, ma alcuni familiari e collaboratori fidati: Leo Dell’Orco, le nipoti Roberta e Silvana Armani, la sorella Rosanna Armani e suo figlio Andrea Camerana

Giorgio Armani a Los Angeles il 24 febbraio 2007. REUTERS/Phil McCarten/File Photo

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Sono stati aperti i testamenti di Giorgio Armani. Lo stilista, che non aveva eredi diretti, ha lasciato due testamenti in forma segreta, scritti di suo pugno e messi in busta sigillata. Il primo è del 15 marzo scorso e il secondo del 5 aprile successivo. La pubblicazione dei due documenti, ossia la loro apertura dal notaio Elena Terrenghi, è del 9 settembre.

La scomparsa

Lo stilista, 91 anni, è scomparso a Milano lo scorso 4 settembre, lasciando un patrimonio stimato in circa 12 miliardi e un gruppo - di cui era proprietario al 99,9% (il restante 0,1% è di una Fondazione creata nel 2016) - da 2,3 miliardi di euro di ricavi attivo nei settori della moda, del beauty, dell’arredo e dell’hotellerie. Dopo la camera ardente - che ha visto circa 16 mila persone omaggiare lo stilista -, il funerale si è tenuto lunedi 8 settembre a Rivalta, in provincia di Piacenza, dove Armani è stato sepolto nello stesso luogo dei familiari.

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Il patrimonio

Il patrimonio di Armani varrebbe oltre 12 miliardi di euro e, oltre all’azienda, include l’Olimpia Basket Milano, rilevata nel 2008, la Capannina di Forte dei Marmi, acquisita solo pochi giorni prima di morire, e numerosi immobili tra la casa di di via Borgonuovo a Milano dove abitava, l’amata villa-dammuso di Pantelleria e il buen retiro di Broni (Pavia), ma anche le residenze di vacanza ad Antigua, St. Moritz, Forte dei Marmi e Saint-Tropez.

Le persone di fiducia

Tra le persone che hanno sempre lavorato fianco a fianco di «Re Giorgio» ci sono il suo braccio destro Pantaleo Dell’Orco, le nipoti Silvana e Roberta Armani Armani, la sorella Rosanna Armani con il figlio Andrea Camerana.

Il ruolo della Fondazione

La successione - come spiegato in questo articolo - è stata preparata in un documento del 2016, poi rivisto due anni fa. Secondo indiscrezioni degli ultimi mesi, sono previste sei categorie di azionisti (dalla A alla F più altre senza diritto di voto), tutti uguali davanti al dividendo (solo «il 50% degli utili netti verrà ripartito»). I soci eredi si ripartiranno il capitale azionario, assieme alla Fondazione, e nomineranno il nuovo consiglio di amministrazione. Tuttavia alcuni nuovi azionisti avranno il triplo dei voti e il diritto a nominare il ceo. I soci A avranno il 30% del capitale, quelli F il 10%, gli altri il 15%.

L’eredità artistica

Già da qualche tempo Armani aveva confermato alla guida creativa della sua azienda Silvana Armani, che da decenni lo affiancava nel disegnare le collezioni donna, e Leo Dell’Orco, designer del menswear a cui aveva lasciato i riflettori a giugno, quando non aveva partecipato alla sfilata perché in convalescenza. La sua eredità artistica verrà celebrata durante la settimana della moda di Milano, in programma dal 23 al 29 settembre, durante la quale sfileranno la collezione Emporio Armani primavera estate 2026 ed è prevista, per il 28 settembre a Brera, una sfilata celebrativa dei 50 anni della maison che fu fondata da Armani con Sergio Galeotti nel luglio 1975. Fino a poco prima di morire, infatti, Armani avrebbe seguito meticolosamente la preparazione di questo evento, scegliendo perfino le musiche. Il 24 settembre è prevista l’apertura, all’Accademia di Brera, di una mostra sempre per celebrare il mezzo secolo della creatività di Giorgio Armani.

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