Le due nazionali si sono incrociate più volte nelle grandi competizioni, regalando sempre incontri intensi e ricchi di significati. Dal pareggio nel Mondiale del 1966 alla vittoria argentina del 1986, fino al successo inglese per 1-0 nella fase a gironi di Corea-Giappone 2002, ogni confronto ha lasciato un segno nella memoria degli appassionati. Oggi, a scrivere un nuovo capitolo di questa storia, saranno Lionel Messi e Harry Kane, simboli di due generazioni di campioni.
Il cammino dell’Argentina
Il percorso della squadra di Lionel Scaloni è iniziato con una fase a gironi praticamente perfetta. Messi e compagni hanno superato l’Algeria per 3-0 all’esordio, hanno battuto l’Austria per 2-0 e chiuso il gruppo con un convincente 3-1 sulla Giordania, ottenendo il primo posto senza particolari affanni.
La fase a eliminazione diretta ha però raccontato una storia diversa. L’Argentina ha dovuto affrontare tre sfide estremamente combattute, mostrando carattere e capacità di soffrire. Nei sedicesimi è servito il supplementare per avere ragione di Capo Verde per 3-2. Agli ottavi è arrivato un altro successo di misura contro l’Egitto, ancora per 3-2, mentre nei quarti la Svizzera è stata piegata 3-1 dopo altri tempi supplementari. Tre battaglie che hanno confermato la qualità tecnica dell’Albiceleste ma soprattutto la sua resilienza nei momenti decisivi.
Il cammino dell’Inghilterra
Anche l’Inghilterra ha dovuto guadagnarsi la semifinale passo dopo passo. La squadra allenata da Thomas Tuchel aveva dato segnali incoraggianti già nella fase a gruppi, inaugurata con il brillante 4-2 contro la Croazia. Dopo lo 0-0 con il Ghana, i Tre Leoni hanno chiuso il girone superando Panama per 2-0 e conquistando il primo posto.
Come accaduto all’Argentina, però, le difficoltà maggiori sono arrivate nelle gare da dentro o fuori. Nei sedicesimi l’Inghilterra ha rimontato e battuto la Repubblica Democratica del Congo per 2-1. Negli ottavi ha superato il Messico con un rocambolesco 3-2, mentre nei quarti ha dovuto attendere i tempi supplementari per eliminare la Norvegia grazie alla decisiva doppietta di Jude Bellingham. Un percorso segnato da sofferenza, personalità e dalla capacità di emergere nei momenti più delicati.