Aree interne, 8 giovani su 10 pronti a restare puntando su e-learning e formazione digitale
Il 79% si dichiara molto o abbastanza legato al territorio e il 64% valuta positivamente la qualità della vita del suo comune
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Per 8 giovani su 10 delle aree interne di Abruzzo, Marche e Umbria le nuove tecnologie - inclusa l’intelligenza artificiale - possono favorire lo sviluppo economico e la promozione turistica del territorio. E il dato sale all’82% nei comuni del Cratere Sisma 2016. Non solo. Il 76% degli under 35 considera l’e-learning uno strumento utile per studiare senza dover lasciare il territorio. Lo rivela l’indagine “I giovani nelle aree fragili” realizzata da Tecnè per Fondazione Magna Carta, il think tank dei moderati del centro-destra presieduto dall’ex ministro Gaetano Quagliariello.
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L’attaccamento al territorio
Lo studio dimostra che, nonostante le difficoltà legate alla vita in aree periferiche come quelle dell’Appennino centrale, i giovani sono strettamente legati al loro territorio.
Nell’area del Cratere sisma si possono notare i livelli più alti di radicamento, tanto che il 67% dei giovani studia o lavora nel proprio comune di residenza - il 7% in più rispetto alla media - e la maggior parte di loro ritiene che tra dieci anni vivrà in una situazione simile (42%) o migliore (42%) rispetto a oggi. Dal report emerge infatti che 6 giovani su 10 investirebbero nel proprio comune aprendo un’impresa o un’attività, dato che supera il 65% tra i 30 e i 34 anni.
Formazione digitale e turismo
Nella prospettiva dei giovani originari di questi territori, la chiave per arginare l’emorragia di talenti è investire nelle nuove tecnologie. Il 65% di loro, secondo lo studio di Tecnè, infatti, utilizzerebbe piattaforme digitali per la formazione professionale, mentre il 40% considera la formazione digitale una priorità per trattenere competenze nei piccoli centri. Cruciale è il ruolo del polo universitario dell’Aquila che ha visto una crescita degli iscritti di oltre un quarto tra l’anno accademico 2018-2019 e quello 2024-2025.
Per convincere i giovani a rimanere giocano un ruolo cruciale anche il turismo e le infrastrutture sociali. Il 67% degli intervistati considera i piccoli centri una risorsa importante per la crescita del turismo italiano. Il 65% vede nel turismo culturale la forma più adatta a valorizzare le vocazioni dell’Appennino.







