Area B Milano al via dal 25 febbraio 2019
di Maurizio Caprino
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Area B parte il 25 febbraio. È la prima volta in Italia che viene istituita una zona a traffico limitato estesa a quasi tutto il centro abitato di una città, per giunta grande (Milano). E, per quanto le limitazioni del traffico siano valide solo nelle ore lavorative dei giorni feriali, questa Ztl sarà la misura che influenzerà in modo mai visto le scelte della gente in materia di mobilità: di qui a ottobre 2030, chiuderà gradualmente la città a tutti i diesel. Lo farà con una deterrenza anch’essa senza precedenti: i controlli non sono affidati alla presenza più o meno saltuaria dei vigili, ma a telecamere sempre attive.
PER APPROFONDIRE: La cartina con la mappa dettagliata dei varchi
I divieti
Certo, salvo emergenze dovute a picchi momentanei di smog, per ora i divieti per gli autoveicoli sono limitati agli esemplari di classe ambientale Euro zero a benzina e si estendono fino alla Euro 3 solo per le diesel. Quindi lo schema è analogo alle limitazioni già concordate nel 2017 dalle Regioni del bacino padano, con la sola novità che valgono tutto l’anno (dal lunedì al venerdì, nell’orario 7,30-19,30) e non solo d’inverno. Ma nei prossimi anni i divieti toccheranno anche esemplari più recenti, fino a stabilire che in pratica dopo una decina d’anni l’auto va cambiata o comunque lasciata ferma per buona parte del tempo.
Un anno cruciale sarà il 2025, quando verranno fermate le Euro 5 (oggi recenti, ce ne sono anche del 2016) e quelle Euro 6A, B e C acquistate da quest’anno (perché sono trattate come fondi di magazzino, visto che gli standard migliori disponibili da qualche mese sono Euro 6D-Temp ed Euro 6D, che potranno andare avanti fino al 2030).
Le telecamere
Ma come si farà ad applicare in modo credibile su un’area così grande limitazioni così complesse e stringenti? Si potrà contare su controlli con telecamere: il ministero delle Infrastrutture li ha autorizzati, dopo anni di trattative e studi. Ma è solo un ok sperimentale: la questione è ancora controversa e deve essere approfondita. Sullo sfondo, c’è il rischio di ricorsi di massa contro le multe, che potrebbero minare l’intera iniziativa.


