ARCOMadrid centro nevralgico dell’arte spagnola
Giunta alla sua 45ª edizione, dimostra la sua forza nel sistema dell’arte. Collezionisti latino americani e istituzioni sostengono le vendite, che soffrono per l’Iva al 21%, tra le più alte d’Europa
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I punti chiave
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C’è un pappagallo coloratissimo ad ARCOMadrid che ci fissa con tristezza, sembra che voglia interrogarci. Per l’artista Michele Gabriele è un suo autoritratto interiore. Non ritrae le crisi che attanagliano il mondo ma ritrae il proprio sconforto di fronte alle stesse; un atto di denuncia tanto potente quanto intimista contro l’indifferenza del sistema dell’arte e della politica verso i drammi contemporanei, uno squarcio nella bolla dorata, il pappagallo fa parte di una serie di dipinti “An Unbothered, Sad and Cringe Parrot” presenti nello stand della galleria svizzera KALI con quotazioni tra i 10.900 e i 13.000 franchi svizzeri. Un’opera che rappresenta un sentiment collettivo e che ricontestualizza la fiera all’interno di uno scenario più ampio. Nonostante il contesto geopolitico poco rassicurante ARCOMadrid (4-8 marzo) ha offerto una 45ª edizione in grande spolvero dove ha accolto 211 gallerie provenienti da 30 paesi diversi e ben 95.000 i visitatori, un numero fuori scala se paragonato con le fiere italiane, un numero che racconta l’impatto culturale dell’appuntamento sulla società spagnola, al di là del ristretto sistema dell’arte.
Gli espositori
ARCO è da sempre il regno di grandi galleriste che tra l’altro l’hanno fondata nel 1980, in fiera si sente la mancanza di figure iconiche come Helga de Alvear e Juana de Aizpuru, ma il testimone di questo sistema splendidamente matriarcale è in buone mani e tra le eredi c’è sicuramente Elba Benitez. Grandissima attenzione per il suo stand in cui convivono talenti nazionali e internazionali, una scultura senza titolo di Miroslaw Balka accoglie i visitatori all’ingresso dello stand: palloni per la preparazione psicomotoria recuperati negli anni ’90 e infilati uno sull’altro fino a raggiungere l’altezza dell’artista polacco: ci parlano della memoria e della sua persistenza, 100.000 euro la richiesta. Ma l’attenzione va, soprattutto, a Oriol Vilanova, 45enne artista catalano che rappresenterà la Spagna alla prossima Biennale di Venezia, Villanova ha un’ossessione: le desuete cartoline postali! Le raccoglie nei mercatini, le cataloga, le usa e le riusa nella sua opera parlandoci così del perpetuarsi delle immagini nella nostra cultura e di come si trasmette la memoria. Una sua installazione spicca, nello stand, una giacca blu con delle cartoline in tasca, il titolo è “old master” e, infatti, le cartoline raffigurano capolavori della storia dell’arte: 10.000 euro il prezzo di vendita.
ARCO è anche il portale privilegiato per le gallerie latino americane in Europa, tre le moltissime si fa notare A Gentil Carioca, galleria brasiliana che il prossimo 23 marzo aprirà uno spazio pop-up a Roma ospite di Rhinoceros Gallery con una personale del pittore Miguel Afa dal titolo “Il tempo che vive in me”. In questa mostra lo stile dell’artista si fonde con soggetti incontrati durante la residenza romana. Lo stand a Madrid è, invece, dedicato Kelton Campos Fausto artista non binario che attinge molta della sua iconografia dalla cultura Yuruba, le sue tele apprezzatissime vanno dai 15.000 ai 25.000 dollari. Tra le gallerie internazionali presenti c’è anche la neo-milanese Thaddaeus Ropac che ha messo in mostra vari capolavori, tra cui un dipinto molto materico di Miguel Barcelò “PAR TERRE” in vendita a 210.000 euro, una tela monumentale di George Baselitz quotata oltre 1,5 milioni di euro e una scultura “umanoide” di Anthony Gormley a 500.000 euro. Tra gli artisti che si sono fatti notare di più, anche sui social, c’è Kubra Khademi con le sue opere provocatorie nella galleria belga Eric Mouchet; il suo progetto “pane amore e libertà” ritrae donne di potere come Ursula von der Leyen, Angela Merkel e Hillary Clinton nude, in pose pornografiche o con armi in mano, molte vendite e prezzi fino a 25.000 euro per i formati di maggiori dimensioni. Tra i molti artisti spagnoli ovviamente presenti in fiera si fa notare la storia di Amparo de Sota, tra i 15.500 a 85.000 euro i suoi prezzi, alla Galeria Alegria di Barcellona. Sold out già nei primi giorni fiera spinta anche da molte acquisizioni istituzionali. Figlia di un’importante famiglia madrilena, è stata sempre ai margini del sistema dell’arte preferendo una pratica intimista e lontano dal mercato. Le sue elegantissime opere tessili rappresentano un legame con la madre e la nonna che le hanno insegnato a cucire e i soggetti delle sue tele fanno spesso riferimento ad architettura, letteratura e ai suoi studi in filologia araba.
Ampia la schiera delle gallerie italiane
Lia Rumma presenta uno stand da grandi occasioni con vari capolavori in mostra tra cui un grande arazzo di William Kentridge della serie “Porter” in vendita a 260.000 euro. Uno degli artisti del momento Wael Shawky è presente con una serie di vasi-scultura in vetro e porcellana, quest’ultime realizzate alla Real Fabbrica di Capodimonte offerte tra i 140.000 e 180.000. Attualissima anche se datata 1995 un’opera fotografica di Sherin Neshat che ritrae una donna iraniana velata con un fucile in mano, 180.000 euro la richiesta.
Non è da meno lo stand di Vistamare qui spiccano le opere di Ettore Spalletti tra cui una “Scatola di Colore”, ossia una scultura geometrica in alabastro offerta a 140.000 euro e due “paessaggi” quotati rispettivamente 200.000 e 220.000 euro, uno dei quali è stato acquistato da una collezione italiana. Presente anche un’installazione a parete di Rosa Barba, “Off My Mind” in vendita a 100.000 euro. Proprio l’artista italiana sarà protagonista della mostra in galleria a Milano il prossimo aprile.
Multigenerazionale lo stand congiunto di Massimo Minini e Francesca Minini. Accanto a nomi famosissimi come Sheila Hicks e Peter Halley si fanno notare due piccoli dipinti di Jonathan Monk della serie “If in Doubt”, un omaggio a Salvo in cui spiccano degli alberelli bianchi in rilievo tra paesaggi coloratissimi. Sono quasi una provocazione verso il mercato: infatti i loro prezzo non dipende dalle dimensioni o dall’anno di realizzazione ma dal numero di alberelli presenti sulla tela. 3.000 euro il dipinto con un albero, 6.000 euro quello con due anche se di dimensioni inferiori. In generale le gallerie italiane sono state molto contente della qualità del pubblico ma meno delle vendite realizzate, una tendenza che si riscontra anche in altre gallerie. Il mercato spagnolo è gravato da un’Iva al 21% sulle opere d’arte ormai tra le più alte d’Europa, un grande handicap competitivo rispetto ai vicini (Portogallo 6%, Francia 5,5% e Italia 5%). Anche la direttrice di Arco Maribel Lopez appoggia le proteste degli espositori su questo tema.
Tornando agli italiani in fiera, molto numerosi anche i collezionisti del nostro paese. In prima linea Patrizia Sandretto Re Rebaudengo che ha inaugurato con la Fundación Sandretto la mostra personale Justin Caguiat “Zodiac Machine” nella chiesa di Santa Ana y la Esperanza. In fiera hanno onorato la loro presenza la Marval Collection di Milano con varie opere acquisite tra cui un dipinto di Jose Maria Sicilia da Nagueras Blanchard e uno di Leyla Yenirce da Capitain Petzel. Molto attivi Chiara Margiotta e Federico Marinoni, collezionisti bergamaschi che hanno sostenuto le gallerie italiane in trasferta acquisendo un dipinto di Francis Offman da P420 e una Fotografia di Pamela Diamante da Gilda Lavia.











