In fiera

ARCO Lisboa: l’atmosfera rilassata è uno stimolo per le vendite

La nona edizione ha avuto un buon riscontro in termini di vendite. Molti i collezionisti internazionali presenti e grande supporto dalle istituzioni portoghesi

di Nicola Zanella

Lo stand della galleria Dialogue nella sezione Opening, un duo show tra Sara Graça e Gonçalo Pena

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La fiera d’arte contemporanea ARCO Lisboa (28-31) è giunta alla nona edizione, 83 le gallerie presenti, da 17 paesi diversi. E anche se nasce da uno spin-off della ben più muscolare ARCO Madrid, ha saputo integrarsi perfettamente nell’ecosistema artistico portoghese, con molte peculiarità che la distinguono dalla fiera madre. La manifestazione si svolge all’interno delle “Corderie Nazionali” sede un tempo della fiorente industria navale portoghese, una storia e anche una riconversione contemporanea molto simile all’Arsenale di Venezia. Le gallerie sono per la maggioranza portoghese ma con un buon contributo anche da Spagna, Latino America, sull’onda lunga di Arco Madrid e dalle ex colonie portoghesi come Brasile e Mozambico. Tra le gallerie lusitane più famose a livello internazionale troviamo Francisco Fino, e nel suo stand grande protagonista è Helena Almeida, fotografa scomparsa da una decina d’anni ma ancora molto attenzionata dai musei e dal mercato. La sua meta-fotografia in cui il soggetto è sempre sé stessa e in cui sono presenti interventi pittorici o tridimensionali ha quotazioni fiera dai 63.000 ai 160.000 euro.

Citra Sasmita, Timur Merah Project XIV: Tribe of Fire, 2024, pelle di mucca dipinta con pigmenti naturali, 202 x 46 cm. L’installazione è in vendita alla galleria Baro

Moltissimi degli artisti portoghesi più riconosciuti come Pedro Calapez, Jorge Molder si trovano nello stand della galleria Miguel Nabinho, e tra tutte le opere spicca un grande dipinto astratto di Pedro Cabrita Reis in vendita a 95.000 euro.

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La galleria Cristina Guerra è presente in fiera con un dialogo tra artisti nazionali e internazionali molto noti. Juliao Sarmento, pioniere dell’arte portoghese all’estero e celebrato in patria anche con un museo dedicato, il Pavilhao Juliao Sarmento, è presente con due raffinatissimi disegni del 2017, tra gli ultimi della sua produzione, in vendita a 14.000 euro ciascuno. Di tutt’altro registro stilistico la scultura “Hey”, di Erwin Wurm, un wuster in bronzo lucidato, saluta i visitatori dal centro dello stand, 65.000 la richiesta.

La galleria Consonni Radziszewsky, nata dalla crasi tra i galleristi Matteo Consonni e Dawid Radziszewsky, ha sede a Milano a Varsavia e anche a Lisbona, ad ARCO propone un duo-show tra opere materiche e minimali del polacco Marcin Zarzeka (2.500-3.500 euro) e le sculture-installazioni multiformi della spagnola Belén Uriel, con prezzi fino ai 12.000 euro, Uriel è stata premiata anche da acquisizioni istituzionali. Tra le più osservate anche la galleria mozambicana Arte D’Gema, qui, con una grande installazione dell’artista Angela Ferreira, “Klucis goes to Algeria”, che parla di propaganda e di comunicazione politica ed è stata acquisita da museo lisbonese MACAM per 60.000 euro. Presenti in stand anche le opere di Estevao Mucavele che ha scoperto e coltivato la sua vocazione artistica mentre lavorava come minatore nelle miniere del Sud Africa, i suoi dipinti, in cui il colore è steso su una base nera, hanno quotazioni tra i 12.000 e i 25.000 euro.

Un entry price accattivante

I prezzi degli stand ad ARCO Lisbona partono da 2.500 euro per le metrature più piccole, un prezzo iper concorrenziale tra le fiere europee che incentiva le gallerie a sperimentare e ad investire nei talenti emergenti. Uno stimolo a partecipare anche per le gallerie più giovani raggruppate nella sezione Opening. Tra queste si è fatta notare la galleria cilena Espacio218 che ha vinto il premio Opening Lisboa per il suo progetto sperimentale che mette in dialogo Noel Saavedra e Javiera Gomez, i prezzi vanno tra i 1.000 e i 15.000 euro. La proprietaria della galleria è l’artista Seba Calfuqueo, e in questo ruolo ruolo ha appena vinto a Frieze New York il premio focus per il suo solo show con W-galeria di Buenos Aires. Particolarmente apprezzata anche la galleria Dialogue di Lisbona che mette in scena un confronto generazionale tra Goncalo Pena e Sara Graca. Pena, professore seguitissimo all’Accademia di belle arti di Lisbona, crea un disegno al giorno, lo considera un esercizio di libertà, alcuni di questi disegni diventano poi lo spunto per dei dipinti, quotazioni fino a 12.000 euro. Graca è, invece, una giovane artista che si esprime in maniera multiforme, e una sua scultura “42% Poliéster” è stata acquisita dalla municipalità di Lisbona per 8.000 euro. Ad unire i due artisti una certa ironia concettuale e la continua ricerca di nuove forme espressive.

Erwin Wurm, “Hey”, 2023, 71 x 35 x 20 cm, ed. di 6. In vendita alla galleria Cristina Guerra

Le esposizioni

Le mostre all’interno delle fiere difficilmente funzionano, sempre un po’ posticce, a smentire questa consuetudine “Arcghipielago of Art Histories”, una selling-exhibition a cura di Cosmis Costinas, una presentazione corale di ciqnue artisti rappresentati dalle gallerie in fiera in cui il filo rosso è l’utilizzo di tecniche antiche e di origine artigianale, spesso marginalizzate, come il Kamasan, stille pittorico dell’isola di Bali che utilizza pigmenti naturali. Questa tecnica ancestrale viene recuperata dall’artista Citra Sasmita che con la sua grande istallazione “Tribe of Fire” rilegge miti antichi legati al corpo femminile; 89.000 la richiesta economica da parte della galleria Baro.

Le gallerie sono molto soddisfatte delle vendite supportate tanto dai collezionisti locali, molti dei quali stranieri trapiantati a Lisbona negli ultimi anni, quanto dalle fondazioni e dalle istituzioni, parecchie delle quali coinvolte con premi e acquisizioni, come ad esempio la fondazione di origine bancaria Millenium Bcp, il museo MACAM, la collezione FLAD che fa da ponte per gli Stati Uniti agli artisti portoghesi, la collezione spagnola KELLS e la fondazione Vasco Vieira de Almeida attiva con varie iniziative a supporto della società portoghese. Lo sponsor principali è la fondazione EDP, che fa capo all’omonima società elettrica nazionale, sotto il cui cappello c’è anche il MAAT, Museo d’arte architettura e tecnologia che sebbene di derivazione corporate ha standard curatoriali e scientifici di eccellenza assoluta. Molti i collezionisti internazionali presenti da mezza Europa e oltre come Juan-Carlos Aguilar, Frances Reynolds, Ralph Pinheiro, Carlos Rosòn, Maurice Mielcarek Pedro Jaile e Tobias Arndt.

ARCO Lisboa è una fiera dalle dimensioni contenutene e funziona bene anche per questa ragione, inoltre ha saputo ritagliarsi un motivo di esistere che va oltre il mero mercato diventando una vera e propria piattaforma di promozione e sviluppo per la scena artistica portoghese. Lisbona si fa trovare pronta con un clima, non solo culturale, ideale. Un’atmosfera gioiosa e rilassata che è forse la chiave per rinverdire e stimolare il collezionismo che qui, senza ansie prestazionali ritrova il piacere della scoperta.

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