Aprile è il più poetico dei mesi
Dalla dozzina del Premio Strega alle kermesse, i libri che fanno profezia e quelli da dimenticare
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La fatidica dozzina dei candidati alla terza edizione del Premio Strega Poesia funge oramai da spartiacque rispetto alle novità cui volgere l’attenzione. Di sicuro, l’ultima raccolta di Federico Italiano, “Godzilla” (Guanda), non consente al lettore vie di fuga di fronte a una realtà sociale sempre più aberrante, divorata da incertezze, falsi miti e nonsense. “Per quanto il riferimento sia volutamente pop – commenta Mario Santagostini, direttore della collana in versi – i film dedicati alla creatura demoniaca non c’entrano. Italiano attraversa criticamente il suo tempo dissipando ogni consolazione immaginifica con l’incedere inesorabile degli endecasillabi, e intrecciando il trauma collettivo al costrutto culturale del mostruoso”.
Un patto di verità
Un nucleo mitico a stretto contatto con il presente costituisce l’ossatura dinamica di “Procne Machine” (Einaudi) di Carmen Gallo, volume capace di produrre associazioni, di ripercorrere epoche e approcci linguistici apparentemente spaiati. Al centro di questa operazione simbolica Gallo colloca la dimensione della violenza: “Le ha tagliato con la spada la radice della lingua”. Il nucleo mitico, articolato tra lo stupro, la mutilazione e la conseguente vendetta, consente di rimarcare la persistenza delle forme di sopraffazione nella storia. La figura di Filomela, privata della voce, si fa emblema di un silenziamento che travalica un contesto datato sino a estendersi al piano politico attuale, in cui la negazione della parola si conferma una delle derive più radicali di dominio.
Tempo stratificato








