Anniversari

Appuntamento a Napoli per i suoi 2500 anni

Con il progetto Napoli Millenaria, la città renderà omaggio per tutto il 2025 al suo grande patrimonio storico, artistico, musicale e culturale

di Erika Scafuro

Napoli vista da San Martino

4' di lettura

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Per comprendere la Napoli di oggi è imprescindibile fare un viaggio nel suo sottosuolo, dove un labirinto di gallerie, cisterne e canali scavati a quaranta metri di profondità permise ai greci di estrarre grandi quantità di tufo e costruire Neapolis. Da allora sono trascorsi duemilacinquecento anni, ma il capoluogo campano è sempre in grado di sorprendere e mostrare qualcosa di nuovo anche a chi già lo conosce. Specie in occasione dell’anniversario che si celebra nel 2025 e che viene ricordato con eventi, mostre, spettacoli e iniziative culturali.

Napoli Sotterranea. Foto Erika Scafuro

Neapolis e la città greco-romana

Il viaggio nella Neapolis del periodo greco – romano inizia dall’attuale piazza San Gaetano, antica sede dell’agorà e poi foro romano, da cui si accede alla Napoli Sotterranea. Una visita guidata porta a scendere nel sottosuolo per scoprire la cava artificiale scavata dai greci nel IV secolo a.C.: l’estrazione del tufo, materiale di origine vulcanico generato a seguito di un’eruzione di quindici mila anni fa, fu utilizzato per edificare in superficie il primo insediamento della città. Ma le cave furono utilizzate anche per la raccolta dell’acqua, un acquedotto completato e ampliato dai romani e, durante la Seconda guerra mondiale, furono sfruttate come rifugio antiaereo. Il percorso guidato nella Napoli Sotterranea consente di ammirare anche i resti del teatro greco-romano di Neapolis del I secolo a.C. - divenuto famoso anche a Roma per la sua importanza pubblica - che sorge nel cuore del centro antico del capoluogo campano. L’accesso agli ambienti ipogei del teatro, con una struttura a forma circolare di cui oggi si osservano soltanto alcune tracce, è consentito dall’interno di un “basso”, un tipico appartamento napoletano, situato alle spalle di piazza San Gaetano.

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Resti del Teatro greco-romano, Napoli Sotterranea. Foto Erika Scafuro

I tesori del centro storico

La città partenopea rivendica la sua unicità attraverso diversi aspetti, di cui uno dei più ammirati è dato dalla vivacità e dalla creatività dei suoi abitanti, che si manifesta in primis attraverso la cucina e l’arte, di cui è massima espressione quella degli artigiani che realizzano le sculture del presepe nelle autentiche botteghe di San Gregorio Armeno. L’intrico di vie del centro antico – dal 1995 parte del patrimonio Unesco - è in realtà un preciso reticolato che affonda le sue radici nel periodo greco-romano.

 

Botteghe di via San Gregorio Armeno, Napoli. Foto Erika Scafuro

L’impianto urbanistico ha infatti mantenuto la struttura romana dei tre decumani (le strade orientate da est ad ovest), di quello inferiore - noto popolarmente noto come Spaccanapoli perché divide in due il centro antico - fanno parte vie come Benedetto Croce e San Biagio dei Librai. È in questa area che sorgono alcuni dei monumenti e dei luoghi più rappresentativi del capoluogo campano. Fra questi vi sono il complesso monumentale di Santa Chiara, di cui spiccano la chiesa gotica datata 1340 e l’incantevole e colorato chiostro maiolicato.

 

Chiostro maiolicato Santa Chiara, Napoli. Foto Erika Scafuro

Il Museo Cappella Sansevero custodisce preziosi capolavori commissionati a metà del Settecento da Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, di cui fa parte il Cristo velato; la scultura, resa celebre in tutto il mondo per la prodigiosa tessitura del velo marmoreo, è stata realizzata dal napoletano Giuseppe Sanmartino nel 1753. Espressioni di stupore e meraviglia continuano visitando alcune delle chiese principali, dalla chiesa del Gesù Nuovo, con la facciata a bugnato a punta di diamante, alla basilica di San Paolo Maggiore, dalla chiesa di San Lorenzo Maggiore al Duomo, dove i fedeli venerano San Gennaro, patrono di Napoli.

Catacombe di San Gennaro, Napoli. Foto Erika Scafuro

Le Catacombe di San Gennaro

Nel capoluogo campano devozione e superstizione si intrecciano e il rapporto con le anime dell’aldilà è profondo e continuo. Ne sono testimonianza le catacombe di San Gennaro, situate nel Rione Sanità a poca distanza dal centro antico. Scavate nel tufo, sono strutturate su due livelli e nascono come luogo di sepoltura pagano per poi diventare cristiano con la deposizione delle spoglie di Sant’Agrippino, primo patrono di Napoli, nella basilica ipogea a lui dedicata. Nel livello superiore delle catacombe venivano sepolti i vescovi e, prima di giungere nel Duomo di Napoli, vennero custodite anche le spoglie di San Gennaro, motivo per cui le catacombe prendono il nome del martire

Piazza del Gesù Nuovo, Napoli. Foto Erika Scafuro

Il progetto Napoli millenaria

Il 25 marzo, con la proiezione speciale di Napoli Milionaria di Eduardo De Filippo al Teatro di San Carlo, sono iniziate le celebrazioni per i duemilacinquecento anni di storia della città di Napoli. Con il progetto Napoli Millenaria, il capoluogo campano renderà omaggio per tutto il 2025 al suo patrimonio storico, artistico, musicale e culturale attraverso eventi, manifestazioni, progetti, mostre e performance artistiche. Tantissimi gli appuntamenti, fra cui la mostra esclusiva dedicata al cantautore napoletano “Pino Daniele. Spiritual”, al Palazzo Reale di Napoli dal 20 marzo al 6 luglio. Dal 17 aprile al 14 maggio la manifestazione Napoli Fringe Festival richiamerà invece tutte le arti performative, dando l’opportunità ad artisti emergenti e affermati di esprimersi all’interno del contesto urbano. Il 2025 è un anno speciale per tornare a visitare Napoli e scoprire ogni volta qualcosa di nuovo in questa città dove antichità e contemporaneità si intrecciano armoniosamente.

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