Appuntamento a Bruges per il nuovo Brusk
Nella cuore della Venezia del Nord arriva un centro d’arte per mostre ed eventi di alto livello, nuovo riferimento artistico internazionale
4' di lettura
4' di lettura
Non più solo la “Venezia del Nord” tutta canali e merletti. Accantonando per un attimo l’immagine da cartolina della Bruges silenziosa e ferma nel tempo, la città delle Fiandre si proietta nel futuro tra intelligenza artificiale, architettura sostenibile e un nuovo modo di vivere l’arte fiamminga. Se il suo centro storico, patrimonio Unesco, resta un gioiello d’arte classica, la città nel suo complesso sta per cambiare pelle. Il countdown è iniziato: l’8 maggio aprirà ufficialmente Brusk, il nuovo cuore pulsante del Museum Quarter, un progetto che promette di posizionare Bruges tra le capitali mondiali della creatività contemporanea.
Dove l’Ai dialoga con il Medioevo
Firmato dagli studi Robbrecht en Daem e Olivier Salens Architects, Brusk non è solo un museo, ma una dichiarazione d’intenti. Un edificio trasparente che sprigiona energia (letteralmente, grazie ai tetti rivestiti in vetro fotovoltaico) e che rompe gli schemi espositivi tradizionali. Il weekend inaugurale si prefigge di diventare un evento top per tutte le Fiandre, con due mostre che sintetizzano perfettamente la doppia anima della città. Da un lato Refik Anadol e la “città latente”: il pioniere dell’arte generativa userà l’intelligenza artificiale per trasformare i dati di Bruges - dai flussi dei canali alle trame architettoniche - in un’esperienza sensoriale immersiva. Per la prima volta, la tecnologia mostrerà le “dinamiche invisibili” che rendono unica questa città. Poi c’è Bigger Picture, una mostra che riscrive il Medioevo. Curata dallo storico Peter Frankopan, l’esposizione connette Bruges al resto del mondo tra il 900 e il 1550. Tra i capolavori esposti, spicca un legame speciale con l’Italia: la Passione di Cristo di Hans Memling, in prestito dalla Galleria Sabauda di Torino.
Una città che guarda avanti
Ma Brusk è solo la punta dell’iceberg. La città sta investendo con forza nella sua identità contemporanea. Una tappa imprescindibile è il Concertgebouw, il palazzo dei concerti rivestito di migliaia di piastrelle di terracotta rossa. Qui non si va solo per la musica. L’esperienza “Circuit” permette di esplorare l’architettura dell’edificio, scoprire installazioni d’arte sonora e godere di una vista mozzafiato sulla città dal tetto. L’energia creativa non si esaurisce: è già stata confermata la Triennale di Bruges 2027, con la nomina delle curatrici Ulrika Flink e Helen Rix Runting, che trasformeranno ancora una volta le strade e i canali in un museo a cielo aperto.
Il fascino dell’antico “In Situ”
Guardare al futuro non significa dimenticare le radici. Il progetto Flemish Masters in Situ invita a un viaggio lento: una serie di opere dei maestri fiamminghi che, eccezionalmente, si possono ammirare ancora oggi nei luoghi esatti per cui furono concepite. È un modo intimo di scoprire chiese e piccoli ospedali fuori dai circuiti di massa. E per chi vuole “sentire” la storia, l’esperienza “Het Belfort Vertelt” (La Torre Civica racconta) trasforma la salita lungo gli iconici 366 gradini della torre in un racconto vivo dell’ascesa della città.
Il “Tour dei Maestri”
Per secoli Bruges è stata una delle città più importanti in Europa e il cosiddetto “Tour dei Maestri” conduce alla scoperta delle opere d’arte realizzate da artisti che consideravano Bruges la loro patria. Si tratta di sei attrazioni imperdibili. A cominciare dal Museo Ospedale di San Giovanni, un ospedale medievale che ospita quattro capolavori di Hans Memling che fanno parte della lista dei capolavori fiamminghi e, accanto al museo, nell’ex chiostro della confraternita, si trova l’antica farmacia dove, dal 1653 al 1972, le suore producevano farmaci. A seguire c’è la tenuta Adorno del XV secolo, di proprietà della ricca famiglia genovese omonima. Qui il palazzo signorile, il giardino e l’iconica Cappella di Gerusalemme testimoniano una storia ricca e affascinante. Altro palazzo medievale con una storia movimentata è Hof Bladelin. Una storia iniziata con Lorenzo il Magnifico de Medici e sua moglie Clarice Orsini, i cui medaglioni possono essere ammirati nella sala della banca della Hof Bladelin. Ad attirare l’attenzione sono anche le sei vetrate colorate delle facciate, progettate dallo studio di Jules Dobbelaere di Bruges. L’itinerario dei grandi maestri prosegue con la visita della Chiesa di Nostra Signora, un capolavoro architettonico con una ricca collezione d’arte, quella del complesso della chiesa e del convento dei Carmelitani Scalzi, per terminare con l’Historium, che fa rivivere il Secolo d’Oro attraverso un’esplorazione interattiva.













