Aon, l'adeguatezza delle pensioni future è sfida cruciale per la previdenza
Con la legge di Bilancio 2026 sono state introdotte novità volte a rafforzare il ruolo dei fondi pensione. Educazione finanziaria e check-up aziendali per affrontare i cambiamenti della normativa
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Educazione previdenziale per i lavoratori, strumenti e format per le aziende volti a garantire la conformità normativa, analisi e pianificazione con check up individuali e assessment aziendali. Sono alcune delle risposte di Aon, azienda attiva nell’intermediazione assicurativa e nella consulenza per la gestione dei rischi e del capitale umano, per accompagnare aziende e lavoratori nei cambiamenti introdotti dalla Legge di Bilancio 2026 in materia di previdenza complementare. Dal primo luglio infatti entrano in vigore una serie di novità volte a rafforzare il ruolo dei fondi pensione come elemento integrativo fondamentale del sistema previdenziale pubblico, segnando così una trasformazione significativa per entrambi i soggetti coinvolti. Per le aziende, ciò comporta un aumento della responsabilità in termini di informativa, gestione e controllo dei processi, mentre per i lavoratori si amplia la libertà di scelta riguardo al piano pensionistico, determinando però una maggiore complessità decisionale. «La vera sfida della previdenza nei prossimi anni non sarà solo la sostenibilità finanziaria del sistema, ma l’adeguatezza delle pensioni future», spiega Claudio Pinna, Head of Wealth di Aon. «Senza un rafforzamento della previdenza complementare e senza strumenti che coinvolgano maggiormente imprese e lavoratori, il rischio è quello di avere pensioni sempre più distanti dagli ultimi livelli di reddito».
Le principali novità della normativa
Sono quattro le principali novità introdotte dalla Legge di Bilancio: adesione automatica alla previdenza complementare dei lavoratori neoassunti con la possibilità di rinuncia o scelta diversa entro 60 giorni dalla data di prima assunzione; obbligo del datore di lavoro di fornire un’informativa sugli accordi applicabili in tema di previdenza complementare al momento dell’assunzione; maggiore libertà di portabilità del contributo del datore di lavoro verso altri fondi pensione dopo due anni di partecipazione al fondo contrattuale; nuove tipologie di prestazioni erogate dai fondi pensione tra cui scegliere (rendite a durata definita, prelievi flessibili, erogazioni frazionate, aumento della quota richiedibile in capitale fino al 60%).
Ciò significa – evidenzia Aon – che le imprese saranno formalmente obbligate a garantire un’informativa dettagliata ai dipendenti e gestire correttamente la documentazione rispettando le scadenze relative alla previdenza complementare, con il rischio di incorrere in sanzioni in caso di non conformità. Per questo, è possibile supportare le varie realtà attraverso strumenti e format volti a garantire la conformità normativa e assolvere gli obblighi in modo chiaro e tracciabile. A livello operativo, si prevede inoltre una maggiore complessità amministrativa, con una frammentazione dei flussi contributivi e la necessità di un coordinamento più stretto tra dipartimenti HR, payroll e consulenti esterni. Per aiutare i lavoratori a comprendere le proprie opzioni e fare scelte più consapevoli, Aon punta invece sull’educazione previdenziale attraverso workshop, contenuti multicanale e momenti di domande e risposte. «Se non adeguatamente informati, incorre il rischio che i lavoratori prendano decisioni previdenziali non consapevoli, con potenziali ripercussioni sul loro benessere finanziario e sul clima aziendale», sottolinea il gruppo di brokeraggio assicurativo e riassicurativo, secondo cui, si può intervenire con analisi e pianificazione attraverso check-up individuali e assessment aziendali per identificare potenziali rischi e migliorare le politiche previdenziali, adattandole alle esigenze specifiche di ogni azienda.



