Cure sul territorio

Anziani assistiti a casa: la Sardegna recupera il ritardo e incassa un «assegno» da 106 milioni

In due anni la Regione ha rimontato il fondo della classifica superando il target nazionale del 10% fissato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza: raggiunta la quota dell’11,7% di over 65 seguiti a domicilio

di Davide Madeddu

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Obiettivo raggiunto e superato. Per l’assistenza domiciliare agli anziani della Sardegna un rimborso da oltre 106 milioni previsto nel quadro del Pnrr. La conferma arriva dalla Regione che, con una nota, sottolinea come «secondo i dati ufficiali estratti dal sistema nazionale Nsis (Nuovo Sistema Informativo Sanitario) e aggiornati al 31 dicembre 2025, la Sardegna ha raggiunto l’11,69% di prese in carico in assistenza domiciliare integrata (Adi) tra la popolazione over 65».

Obiettivo centrato

Un passo fondamentale nel rafforzamento della sanità territoriale, come sottolinea la presidente della Regione e assessora ad interim alla Sanità, Alessandra Todde. «In soli due anni siamo passati dal fondo della classifica al superamento del target nazionale allineandoci alle Regioni più avanzate del Paese - dice -. È un risultato storico, che dimostra come il lavoro di squadra tra Regione, aziende sanitarie, professionisti e medici di famiglia possa produrre cambiamenti concreti nella vita delle persone».

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Adi per quasi 50mila anziani

Dalla Regione viene evidenziata la crescita: nel 2022 la copertura era pari al 2,2%, nel 2023 al 6,3%, nel 2024 al 6,5% e nel 2025 al 11,69%. Gli anziani assistiti a domicilio, su una popolazione over 65 pari a 421.300 persone, sono 49.242. «A livello territoriale tutte le aziende sanitarie hanno raggiunto l’obiettivo del 10%, con risultati particolarmente significativi in diverse aree dell’isola - sottolineano dalla Regione -. Tra i dati più rilevanti spiccano: Ogliastra con il 19,04%, Nuoro con il 12,62%, Oristano con il 12,23% e Cagliari con l’11,80%, mentre Gallura (11,14%), Medio Campidano (11,00%), Sassari (10,66%) e Sulcis (10,02%) si collocano comunque sopra la soglia prevista dal Pnrr». Con il risultato che il raggiungimento dell’obiettivo «consentirà alla Regione di ottenere 106 milioni di euro di rimborso Pnrr, a cui si aggiungeranno ulteriori premialità che saranno definite con decreto ministeriale previa intesa con le Regioni».

Casa primo luogo di cura

Un contributo, come sottolineano in assessorato, è stato garantito anche da Ares, Sardegna IT e dal sistema di gestione informativo sanitario Sisar, oltre che dai medici di medicina generale, che hanno collaborato attivamente nel rafforzamento delle cure domiciliari. «La casa deve diventare sempre più il primo luogo di cura – conclude la presidente – soprattutto in una Regione come la nostra, caratterizzata da una popolazione anziana numerosa e da territori spesso distanti dai grandi ospedali. Rafforzare l’assistenza domiciliare significa garantire cure più vicine ai cittadini, migliorare la qualità della vita degli anziani e ridurre i ricoveri impropri».

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