Banche e clienti

Antitrust e risiko, il limite da rispettare è il 35% per provincia

L’authority italiana per la concorrenza aveva stabilito una soglia simile per la precedente fusione (2021) Intesa Sanpaolo-Ubi

di Vitaliano D'Angerio

Antitrust. La sede dell’autorità garante della concorrenza

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L’asticella è al 35% per provincia. Superata o eguagliata questa quota di mercato, scatterà l’indagine più approfondita dell’Antitrust che prevede una serie di approfondimenti per tutelare i bisogni dei clienti bancari. Perché, per quanti lo avessero dimenticato, lo sportello è un servizio utilizzato soprattutto da una vasta popolazione anziana – siamo il Paese più vecchio al mondo assieme al Giappone – non molto avvezza all’utilizzo delle tecnologie digitali.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Con un occhio dunque a questi bisogni, l’authority di garanzia della concorrenza, quando valuta le nozze tra banche, applica una serie di criteri che poi vanno tarati caso per caso. Per la nostra analisi, abbiamo utilizzato come parametro di riferimento la fusione IntesaSanpaolo-Ubi perché vede coinvolta appunto la banca guidata da Carlo Messina, protagonista dell’ultima operazione del risiko bancario che vede Mps-Mediobanca come preda designata. È nel documento dell’Antitrust relativo a IntesaSanpaolo-Ubi, datato 20 luglio 2020, che viene indicata la soglia del 35 per cento; anche per le più recenti nozze tra Bper e Popolare Sondrio l’authority segnala che le criticità concorrenziali scattano quando viene superato un livello di quota di mercato del 35 per cento.

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I 30 minuti in auto

La soglia segnalata però è soltanto l’inizio. Nel rispetto proprio dei clienti che hanno diritto di scegliere l’istituto di credito più adatto alle proprie esigenze e più facile da raggiungere, l’Antitrust introduce un ulteriore criterio: nelle provincie a maggior rischio concentrazione, viene applicato in seconda battuta il principio della catchment area (bacino di utenza) ovvero l’area centrata su uno sportello bancario, la cui ampiezza è determinata da un tempo di percorrenza massimo di 30 minuti in auto. Tale parametro è stabilito sulla base della mobilità media dei clienti bancari, che solitamente scelgono appunto filiali facilmente raggiungibili.

Non è infatti sufficiente stabilire un livello di concentrazione per provincia ma prendere consapevolezza di quanto tempo ci vuole per arrivare all’ingresso dello sportello.

Desertificazione bancaria

Arrivati a questo punto, si apre l’annoso problema della rarefazione di sportelli bancari sul territorio nazionale provocata appunto dalla raffica di fusioni tra istituti degli ultimi anni oltre che dalla concorrenza delle banche fintech versus le filiali tradizionali.

Giace in Parlamento una proposta di legge targata Cnel, presentata l’anno scorso, che prevede la modifica dell’articolo 9 della legge 158/2017: si punta a togliere l’affidamento diretto delle tesorerie comunali a Poste italiane nei municipi fino a 5mila abitanti. L’obiettivo, veniva spiegato nella relazione di accompagnamento della proposta Cnel, è «di garantire che tutti gli operatori economici autorizzati a svolgere le funzioni di tesoreria per le pubbliche amministrazioni abbiano pari opportunità di partecipare alle procedure di gara». Uno stimolo per gli istituti di credito a tenere aperti sportelli in piccoli centri come quelli montani. Vista però la lentezza con cui procede la proposta in Parlamento, è molto probabile che se ne parlerà durante la prossima legislatura.

La speranza Bcc

Nei documenti dell’Antitrust sulle operazioni di concentrazione, vengono citati i colloqui con altre banche, non coinvolte nelle fusioni, per individuare le ulteriori criticità ovviamente sempre dal punto di vista di famiglie e imprese, soprattutto quelle piccole e medie, spina dorsale dell’economia italiana. Ritorna spesso il nome di Iccrea, una delle due holding del credito cooperativo tricolore (l’altra è Cassa centrale banca). Dove spariscono le filiali dei grandi gruppi bancari, appaiono di frequente gli sportelli delle Bcc. Saranno loro, oltre a Banco Posta, a supportare in futuro i clienti orfani di filiali? Lo vedremo con la prossima istruttoria dell’Antitrust.

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