La denuncia

Anief: “Nove istituti su dieci ancora privi di condizionatori d'aria, è intollerabile”

Il problema, secondo il sindacato, è che in Italia le regole sulla sicurezza non sono rispettate per tutti i tipi di lavoro, e sicuramente non lo è per quello che si svolge a scuola, dove sono deficitarie per quanto riguarda le temperature dell'ambiente di lavoro.

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L'anno scolastico sta partendo con oltre 9 istituti su 10 ancora privi di condizionatori d'aria: una circostanza che obbligherà oltre sette milioni di alunni e 1,2 milioni di insegnanti e Ata a vivere i primi giorni di lezione in condizioni difficili, con il rischio del ‘colpo di calore' dietro l'angolo. Il problema, secondo il sindacato Anief, è che in Italia le regole sulla sicurezza non sono rispettate e per tutti i tipi di lavoro, sicuramente non lo è per quello che si svolge a scuola, dove sono deficitarie per quanto riguarda le temperature dell'ambiente di lavoro.

Mancanza grave

Si tratta di una mancanza particolarmente grave, perché a convivere con temperature record sono milioni di bambini e centinaia di migliaia di lavoratori over 60, che rappresentano ormai un quarto del personale, con gli over 50 ormai oltre la metà. Non è un caso che il giovane sindacato stia facendo pressioni per fare riconoscere il bournout crescente tra la categoria, partendo da una ricognizione nazionale.

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Rischio da segnalare come minaccia per la salute

“Il malore da calore estivo - dice oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief - è un rischio per la salute di chi lavora che deve essere segnalato come probabile minaccia per la salute, in base alle condizioni degli ambienti di lavoro, dall'istituto dal rappresentante dei lavoratori sulla sicurezza o dalle Rsu o altro dirigente sindacale alla stessa Rls e da essa al dirigente scolastico. Quest'ultimo, in qualità di datore di lavoro deve occuparsene nel documento di valutazione dei rischi (dvr) e adottare tutte le azioni possibili per prevenire tale rischio, pena la responsabilità penale che sta in capo anche e soprattutto al proprietario dell'immobile, qualora siano state ad esso imputate richieste di intervento inevase”.
“La normativa – continua Pacifico - infatti esonera il dirigente scolastico che si è comportato da diligente “padre di famiglia” ma certamente non esonera chi deve intervenire per prevenire questo rischio di salute ormai molto probabile. Da qui l'appello da noi lanciato agli rls perché inviino le dovute segnalazioni ai dirigenti scolastici per intervenire sul DVR, in attesa che si trovino i soldi per condizionare gli ambienti scolastici dove spesso manca anche la carta igienica”, conclude il leader del sindacato Anief.

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