Ancona, nuovi hotel e porto rafforzano i legami con il mare
Alla ricerca di partnership con i privati nel settore dell’ospitalità, l’amministrazione comunale promuove progetti di riqualificazione in quartieri disagiati e nel centro storico
di Paola Pierotti
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Ancona: città pubblica che aspetta i privati. Sotto la guida della sindaca Valeria Mancinelli, il capoluogo marchigiano ha portato in cantiere diverse operazioni di infrastrutturazione e di valorizzazione dello spazio pubblico; ha riacceso i riflettori sul suo rapporto con il mare come sinonimo di occupazione (ogni giorno si contano 6mila persone che entrano in porto per lavorare), ma anche di tempo libero, sport e vita quotidiana; ancora, ha investito su un piano strategico anche attraverso un processo di partecipazione – racconta la stessa sindaca, insignita nel 2018 del World Mayor Project 2018 – e, per dare sostanza a quello che la comunità chiedeva per il futuro, è andata a caccia di risorse pubbliche.
Per i privati, le sfide rimangono tutte da giocare. Destinazioni d’uso più appetibili? C’è spazio per il settore dello student housing «considerando che – argomenta Mancinelli – si punta a concentrare la residenzialità per gli studenti nel centro città». Anche in questo caso non mancano progetti di mano pubblica con l’Ente per il diritto allo studio e l’Università, ma «investimenti privati potrebbero trovare mercato e redditività. E da parte della Pa – continua – c'è la disponibilità per immobili già urbanisticamente pronti, ma anche per varianti nel caso di conversioni con questa finalità».
Porte aperte anche all’hotellerie (anche in virtù del transito passeggeri con la Croazia, la Grecia e la Turchia): negli ultimi anni si sono portate a termine alcune operazioni, ma gli addetti ai lavori dicono che la domanda regge per ulteriori investimenti. «Senz’altro esiste, a fronte di massicci interventi pubblici, un’attesa da parte dell’imprenditoria privata di settore nel riuscire a partecipare agli interventi di rigenerazione urbana», commenta Vittorio Salmoni, professionista anconetano, responsabile Area Territorio e Città Istao e Inu Urbit, che è stato contattato ad esempio dalla catena francese B&B Hotels per sondare opportunità di rigenerazione di alberghi esistenti. Tra le opzioni al vaglio c’è il cosiddetto Ex Nautico, una scuola di proprietà comunale che può avere vocazione turistico-ricettiva o direzionale, come progettato dal Comune in anni passati, ancora in attesa di una seconda vita. A più riprese si era parlato di un hotel anche nell'ex Caserma Stamura, nel cuore del parco del Cardeto.
Per i privati le opportunità ci sono anche nel settore residenziale: «Ancona è una città da centomila abitanti e ci sono 3.500 alloggi di edilizia pubblica. Va trovata una soluzione – dice la sindaca – alla questione della manutenzione e della riqualificazione. E non può bastare il co-finanziamento pubblico».
Avanzano intanto i cantieri di infrastrutturazione e rigenerazione dello spazio comune. Lungo il waterfront, dalla zona della lanterna rossa fino al confine Nord dove c'è una spiaggia urbana, si sono concentrati 4 interventi e la conseguente ricerca di finanziamenti. «Il mare di Ancona – continua la Mancinelli – non è quello di Rimini, ma c'è la Riviera del Conero che per tre quarti ricade nel nostro comune». Con il Bando Periferie si sono ottenuti 18 milioni per valorizzare l’area Nord, il quartiere Archi (con 9 milioni di euro), quello dei pescatori: una periferia intesa in senso sociale, non per la sua localizzazione visto che si trova proprio davanti al porto. Le altre risorse sono state destinate al quartiere Palombella e quello della stazione.
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