Educazione finanziaria

Anche gli sportivi devono imparare a gestire i risparmi

Il progetto Al Bar Sport, in collaborazione con Feduf (Abi), il Dsge di UnitelmaSapienza e il Fitd rafforzerà la consapevolezza economica degli atleti

di Isabella Della Valle

(Adobe Stock)

3' di lettura

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I più fortunati si trovano a disposizione ingenti capitali, ma senza la giusta preparazione per gestirli. La maggior parte magari non arriva a livelli tanto elevati, ma anche senza patrimoni così importanti, la situazione non cambia: grandi o piccoli che siano per gestire i risparmi serve un livello di educazione finanziaria che sovente non c’è. E nel settore sportivo dovrebbe esserci forse più che in altri contesti perchè in questo caso il fattore temporale che ha un’incidenza fondamentale. Nell’animo si è atleti e sportivi per sempre, nel fisico no e la pianificazione finanziaria è imprescindibile.

Il progetto Al Bar Sport

Ecco quindi che nel mese dell’educazione finanziaria il Progetto Bar Sport è quanto mai indispensabile. L’iniziativa, ideata da Francesca Bertelli, Daniele Rippa e Matteo Cerutti - una squadra di giovani professionisti ed ex studenti della Scuola Politica Vivere nella Comunità, in collaborazione con FEduF la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (Abi), il Dsge di UnitelmaSapienza e il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (che in questa occasione, presenta le “Pillole di economia e banca” spiegate dal Fitd) si apre con la testimonianza di due atlete, Asia e Alice D’Amato.

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L’obiettivo dell’iniziativa

In sostanza attraverso Al Bar Sport gli sportivi hanno la possibilità di colmare quel gap culturale che non gli permette di pianificare in maniera strutturale, personalizzata e lungimirante le proprie scelte di investimento. Si tratta infatti di uno spazio dove si trattano temi economici e si trovano collegamenti tra educazione finanziaria e il mondo dello sport, attraverso video registrazioni di pillole di educazione finanziaria.

Nel medio-lungo periodo, Al Bar Sport intende trasformare la scarsa alfabetizzazione finanziaria in una possibilità di crescita, che offra una formazione di base in ambito finanziario agli sportivi e diffonda la cultura finanziaria nel mondo dello sport.

La disparità di genere

Anche in ambito sportivo ci sono delle sostanziali differenze salariali tra donne e uomini e attraverso la diffusione della cultura finanziaria si intende eliminare anche questo divario, tanto più che le donne che praticano attività sportiva su vari livelli sono in costante crescita. Negli ultimi anni il Censis ha stimato in oltre 8 milioni e mezzo le donne che fanno sport e costituiscono il 43,3% del totale degli sportivi. A queste si aggiungono 9 milioni di donne che fanno almeno qualche attività fisica. Complessivamente fanno attività sportiva e/o motoria il 59,4% delle italiane.

Il divario salariale

Secondo Forbes Carlos Alcaraz nell’ultimo anno ha guadagnato 42,3 milioni di dollari, tra 10,3 di montepremi e 32 di sponsorizzazioni, al secondo posto Novak Djokovic che ne ha guadagnati 37,2. Tra le donne, la prima è Coco Gauff che ha guadagnato 27.1 milioni di dollari, superando Iga Swiatek (26.5) che batte di “solo” 100.000 euro il nostro Jannik Sinner. Anche nel golf e nel basket il divario salariale è significativo. Nel golf per esempio allo US Open 2024 il premio per il vincitore era di 4,3 milioni di dollari, mentre per la vincitrice era solo 1.4 milioni.

L’evento

La presentazione dell’evento si tiene martedì 12 novembre presso le Scuderie di Palazzo Altieri a Roma con un dibattito al quale partecipano Marcello Presicci – Segretario della Scuola Politica Vivere nella Comunità, Rocco Giorgianni – Segretario Generale di Fondazione Milan e responsabile Public Affairs e Sostenibilità di AC Milan, Massimo Contaldo Team Manager della Nazionale di Ginnastica Artistica Femminile, Eleonora Jacovitti – Delegata del Rettore per lo Sport di UnitelmaSapienza, Alessio Veccia – Responsabile funzione segnalazioni statutarie e reportistica Fitd, Daniele Rippa, Matteo Cerutti e Francesca Bertelli – ex alunni Scuola Politica Vivere in Comunità e ideatori del progetto.

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