Anche l’Italia in missione per Marte
Tre sonde in viaggio in attesa del rover europeo
di Leopoldo Benacchio
2' di lettura
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Noi e Marte, in questo periodo, siamo dalla stessa parte rispetto al Sole, a soltanto 50 milioni di chilometri di distanza uno dall’altro, poi ci allontaneremo di nuovo per ricongiungerci fra ventisei mesi.
Quest’estate, sfruttando la situazione, sono partite tre missioni verso il pianeta rosso, che ora sono oltre la metà del viaggio: la sonda Al Amal, la Speranza, degli Emirati Arabi Uniti ma di costruzione americana, la coraggiosa missione cinese Tienawen, “Domande al cielo”, che vuole far atterrare su Marte una piccola sonda con un rover, sfida finora riuscita solo agli Usa, e infine Mars 2020, che porterà sul suolo marziano il rover Perseverance e un micro elicottero marziano, Ingenuity, l’ingegno. Per ora tutto bene, ne riparleremo a gennaio quando arriveranno dalle parti di quel pianeta.
È solo l’avanguardia di un esercito di sonde che vede, entro il 2022, anche l’Europa mandare un rover su Marte per estrarre campioni di terreno e analizzarli, con la seconda parte della missione Exomars, e poi India e Giappone, che si dedicherà però al satellite naturale di Marte: Phobos, la paura.
Ancora è poco perché Europa e Usa si aiuteranno poi per la missione più difficile e complicata mai pensata: Mars Sample Return, che vuole riportare sulla Terra campioni di terreno marziano. Una missione su più anni e con più mezzi: Perseverance raccoglierà i campioni di suolo marziano a iniziare dal 2021, poi nel 2026 partiranno una missione Nasa e una europea, di Esa. I campioni estratti da Perseverance verranno raccolti e poi portati in orbita da un modulo di ascesa e da lì, quasi presi al volo, prenderanno la rotta per la Terra con la missione di Earth Return Orbiter, Ero.
A questa incredibile missione dà una buona mano l’Italia, grazie alle capacità sviluppate in campo spaziale dalla nostra industria: Leonardo e Thales Alenia Space in testa.


