Il veliero della Marina militare

Amerigo Vespucci, saliamo a bordo della nave più bella del mondo

La signora dei mari è considerata un’ambasciata itinerante dell’Italia. Nel suo tour mondiale ha toccato cinque continenti raccontando al mondo le eccellenze italiane

di Nicoletta Cottone

Amerigo Vespucci, saliamo a bordo della nave più bella del mondo

3' di lettura

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LIVORNO. Saliamo a bordo dell’Amerigo Vespucci, la signora dei mari, il veliero più bello del mondo che grazie alle sue missioni diplomatiche è considerata un’ambasciata itinerante dell’Italia. Saliamo a Livorno, nel corso del tour del Mediterraneo, dopo che la nave scuola della Marina militare nel suo tour mondiale ha toccato cinque continenti e in ogni tappa è stata ambasciatrice del Made in Italy, raccontando al mondo le eccellenze italiane. Un viaggio di due anni in cinque continenti, 30 paesi, toccando 35 porti, percorrendo oltre 46mila miglia nautiche.Ha attraversato tre oceani, compreso il passaggio a Capo Horn, nel punto in cui l’Atlantico mescola le sue acque al Pacifico.

Approdi, partenze, acque calme e tempestose. Nave Amerigo Vespucci è un veliero immenso, con tre ponti principali continui da prua a poppa e due sovrastrutture: il castello a prua e il cassero a poppa, che si ergono sul ponte di coperta. Il veliero a tre alberi è stato varato il 22 febbraio 1931, costruito e allestito nel Regio Cantiere Navale di Castellammare di Stabia. Entrata in servizio come Nave Scuola a giugno dello stesso anno oggi ha compiuto 94 anni, ma non li dimostra con legni e ottoni tirati a lucido. A prua si trova la polena in bronzo dorato, che raffigura Amerigo Vespucci, l’esploratore e navigatore italiano del XV secolo che ha dato il nome al “nuovo mondo” e alla nave. È una vera e propria città galleggiante, con un equipaggio di 264 militari, integrato da 100 allievi e dal personale di supporto dell’Accademia Navale. In totale 400 persone.

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Dura la vita a bordo: gli allievi dormono su amache

I ritmi di bordo scanditi da manovre, pasti e sonno. Serve un forte spirito di adattamento per vivere a bordo. I giovani allievi dormono su amache, letti mobili che risentono meno del movimento della nave e vengono montate la sera e riavvolte la mattina. La sveglia suona alle sette e subito si fa colazione. Poi due pasti alle 13 e alle 19,30. A turni, per consentire al personale di bordo di espletare tutti i servizi.

I quattro timoni della nave

I lavori a bordo sono tantissimi. Non basta la forza del vento per lar muovere l’Amerigo Vespucci, serve il lavoro di tante braccia. L’equipaggio e gli allievi lavorano tanto. Moltissimi gli sforzi necessari. Per esempio, per cambiare rotta andando a vela, quattro giri completi delle quattro ruote a caviglia corrispondono a un solo grado di barra. Un turno faticoso per gli allievi che grazie all’esperienza su questa nave si mettono alla prova con abnegazione per stringere il vento. Una emozione indimenticabile.

Tre le campane a bordo

Tre le campane a bordo. Una per cadenzare i turni di guardia notturni. La campana di poppa suona solo in caso di abbandono nave. Una campana, quindi, che non deve mai suonare in navigazione perché si ritiene porti sfortuna. Per questo all’interno c’è uno spicchio di aglio, come simbolo portafortuna. A prora c’è la campana usata in caso di nebbia, che per motivi scaramantici viene lucidata solo il giorno della partenza e il giorno dell’arrivo, alla fine della campagna. Fra le curiosità a bordo c’è la foto dell’incontro nel Mediterraneo dell’Amerigo Vespucci con la portaerei statunitense Usa Indipendent. “Siete la nave più bella del mondo” disse il comandante della portaerei. Una frase che è rimasta impressa nell’immaginario collettivo per questa nave che rappresenta il simbolo dell’eccellenza navale italiana nel mondo.

Il motto della nave

Il motto della nave, ufficializzato nel 1978, è: «Non chi comincia ma quel che persevera». Esprime la vocazione della nave alla formazione e all’addestramento dei futuri ufficiali della Marina Militare. I precedenti motti sono stati: «Per la Patria e per il Re», sostituito nel 1946, con la caduta della monarchia, con «Saldi nella furia dei venti e degli eventi».

La nave gemella

L’Amerigo Vespucci aveva una nave gemella, la Cristoforo Colombo, una nave scuola della Regia Marina. Progettate dallo stesso ingegnere, Francesco Rotundi, erano utilizzate per l’addestramento degli allievi ufficiali. La Cristoforo Colombo, varata nel 1928, fu ceduta all’Urss nel 1949, come risarcimento di guerra-

Dopo il viaggio un po’ di maquillage

L’Amerigo Vespucci continua, invece, a veleggiare nel mondo. Ora l’avventura nel Mediterraneo chiude il cerchio a Genova, nel Porto Antico, dove il viaggio della nave più bella del mondo è iniziato due anni fa. Poi per l’Amerigo Vespucci ci sarà un po’ di maquillage.

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