America: paure, identità, fragilità di un Paese che aspetta il voto per scoprire cosa sarà
In vista delle elezioni che definiranno gli equilibri geopolitici dei prossimi anni, “IL” ha chiamato a raccolta alcune delle menti più brillanti degli Stati Uniti
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Alla vigilia di un appuntamento elettorale decisivo cosa sono oggi gli Stati Uniti e soprattutto cosa sarà domani questo grande Paese? A l’AMERICA è dedicato il numero di ottobre di IL, in uscita con Il Sole 24 Ore da venerdì 25 settembre. Quattro scrittori, un cantautore, un'artista visiva e un politologo, tra i più straordinari talenti della nostra epoca, raccontano ai nostri lettori la loro visione (personale e insieme collettiva), per aiutarli a capire e a decifrare cosa sta accadendo. A firmare queste pagine sono così Ben Lerner, David James Poissant, David Leavitt, Francis Fukuyama, Joe R. Lansdale, Martha Rosler, Sufjan Stevens.
E così possiamo leggere la lettera che ci invia Ben Lerner: «Vi scrivo frettolosamente per dire che ho paura. Vi scrivo anche per dire che ho la speranza che da queste parti si sia smosso qualcosa, che Trump, la pandemia e la messa a nudo delle parti peggiori del razzismo americano facciano sì che nuovi linguaggi e nuove forme di organizzazione politica e sociale diventino improvvisamente possibili. E in Italia come va?».
O accogliere «il breve resoconto» di David Leavitt su «un episodio che recentemente ha scosso il mondo della poesia americana. Visto che si tratta di un ambiente molto circoscritto, l'evento ha avuto una copertura mediatica piuttosto ridotta. Ma spesso sono proprio le storie minute, quelle che ricevono meno attenzione, a insegnarci di più».
La speranza prende forma nelle parole di David James Poissant che accetta l’impossibilità di ogni previsione ma scrive: «Ma sono speranzoso. E la speranza non è infantile. Il volopattino sì. E come dice la Bibbia, per crescere bisogna abbandonare le cose infantili. L'America sta crescendo. Abbiamo raggiunto un'adolescenza ribelle, e siamo in guerra con noi stessi. Pensavano di essere vicini alla mezza età, ma di fatto siamo solo ragazzini, alcuni viziati, altri prepotenti, e altri ancora, per quanto goffi, pronti a fare la cosa giusta».
Dagli Stati Uniti andremo poi a Dubai per scoprire cosa sta succedento: il 20 ottobre del 2020 sarebbe stata una bella data per dare inizio all'Expo. Ma la pandemia è arrivata a sconvolgere tutto.








