Ambiente ed energia diventano sfide centrali
di Massimiliano Carbonaro
3' di lettura
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N egli ultimi mesi si è parlato molto dei temi energetici come una delle tante conseguenze legate alla guerra in Ucraina, in realtà l’energy è diventato centrale nel lavoro di importanti law firm già da anni e lo sarà sempre di più dopo i decreti semplificazione che sono intervenuti sulle procedure di autorizzazione per le rinnovabili e la tassazione degli extra profitti delle società del settore. Senza contare tutta la partita legata al Pnrr e al suo capitolo sulla transizione “green” che ancora non ha dispiegato i suoi effetti.
Le lentezze burocratiche
La svolta nell’ energy nasce grazie ad un rinnovato interesse dettato dall’ingresso di nuove e più efficienti tecnologie che hanno rilanciato gli investimenti nelle rinnovabili perché si è compreso che le operazioni si potevano reggere anche dopo la fine degli incentivi.
Ma la consulenza legale non si limita ai nuovi impianti per l’eolico e il solare o ai rallentamenti burocratici con la Pa. Sempre più spesso anche gli impianti di produzione di energia da fonti tradizionali sono oggetto di rinnovamento in virtù dell’accelerazione tecnologica che ha coinvolto tutto il settore. Le tempistiche però continuano ad essere lunghissime e ancora si attende l’impatto dei bandi per il Pnrr.
«Assistiamo clienti – commenta Giorgio Telarico, counsel di Baker McKenzie – che hanno iniziato a sviluppare iniziative di questo genere già nel 2019 e ancora oggi non hanno il titolo autorizzativo. Questo perché gli enti tenuti ad esprimersi sono moltissimi. Certo il Pnrr parla di rinnovabili, transizione energetica e sostenibilità ma bisogna provare a dargli un po’ più di contenuti».
Parlare di energia di questi tempi apre un fronte molte ampio, perché si affrontano temi relativi all’impatto ambientale, ai servizi e alle nuove tecnologie; ma è l’attualità a pressare. «È un mondo variegato – commenta Gianmatteo Nunziante socio fondatore di Nunziante e Magrone – parlo con clienti che hanno difficoltà enormi per i costi dell’energia e per la chiusura di alcuni mercati in seguito alle sanzioni. È una congiuntura complessa, tutta amplificata dalla guerra e non si sbloccherà in poco tempo».


