Amazon, da Bezos donazione record di 10 miliardi contro l’effetto serra
Il magnate di Amazon, ormai uomo più ricco al mondo, moltiplica il suo impegno di beneficienza per l'energia rinnovabile e la protezione dell'ambiente elargendo fondi da questa estate
di Marco Valsania
3' di lettura
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NEW YORK - L’uomo più ricco al mondo fa i conti con una delle grandi sfide epocali davanti al pianeta: Jeff Bezos, il cui patrimonio stimato da Forbes in 126,9 miliardi è legato a doppio filo all'espansione del suo impero di Amazon, ha annunciato che donerà dieci miliardi di dollari per sostenere la lotta al cambiamento climatico. Una missione per affrontare quella che ha definito come «la più grande minaccia» odierna. I fondi daranno vita al Bezos Earth Fund, il Fondo di Bezos per la Terra.
La presa di posizione del 56enne magnate del commercio elettronico e del cloud nei panni di nuovo super-filantropo ambientalista è rimbalzata via Instagram. «Questa iniziativa globale finanzierà scienziati, attivisti, organizzazioni non governative - e ogni sforzo che offra una reale possibilità di aiutare a preservare e proteggere il mondo naturale. Voglio lavorare con altri sia per amplificare i modi conosciuti che per esplorare nuove modalità nella lotta contro l'impatto devastante del cambiamento climatico su questo pianeta».
Grants a ricercatori
L'assegnazione di fondi targati Bezos avrà luogo sotto forma di «grants», vale a dire finanziamenti a fondo perduto, a cominciare dall'estate prossima. Si tratterà di elargizioni a istituzioni e ricercatori già in attività e non di investimenti.
Bezos si fa avanti anche con un appello collettivo. «Servirà l'azione di grandi e piccole aziende, di stati nazionali, di organizzazioni globali e di individui», ha affermato. E intende proporsi come esempio da imitare: per lui, se i dieci miliardi promessi sono una frazione dell'8% della sua intera fortuna, si tratta comunque della maggior iniziativa di beneficenza ad oggi lanciata a livello personale.
Critiche dai dipendenti
Non tutti sono però pronti a dargli facile credito. Critiche sono fioccate da parte di dipendenti stessi del suo gruppo al cospetto dell'annuncio. L'associazione Amazon Employees for Climate Justice ha ribattuto che l'azienda è in realtà complice nella crisi dell'effetto serra e che solo cambiamenti nel suo modo di operare potranno avere efficacia. Le richieste avanzate da questi scettici? Che Amazon strappi i contratti che tuttora ha in essere con le società petrolifere e cessi di finanziare centri di ricerca impegnati a negare l'effetto serra, quali il Competitive Enterprise Institute. Che si assuma la responsabilità della salute respiratoria delle famiglie che vivono nei pressi dei suoi giganteschi centri di distribuzione, passando rapidamente e interamente all'utilizzo di veicoli elettrici.


