Alt alle lezioni, dilemma per le famiglie: centri privati o piano estate?
Nel pubblico la scelta dei genitori è frenata da vincoli di disponibilità e programmazione, intanto i costi aumentano ancora: +3,5%
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Le lezioni sono finite la scorsa settimana in Campania, Emilia Romagna, Marche e Veneto. Oggi suonerà l’ultima campanella anche per gli studenti di Lazio, Lombardia, Calabria e Sardegna. E poi via via fino a Bolzano che , il 16 giugno, sarà l’ultima a chiudere l’anno scolastico 2025/26. A quel punto molte famiglie si troveranno davanti al solito bivio di ogni inizio estate: cosa far fare ai propri figli in attesa di poter andare in ferie. Per chi non ha una rete familiare a supporto, con in testa i nonni, tendenzialmente le opzioni sul tavolo sono due, anche da attivare cumulativamente: sfruttare i fondi e i progetti che le scuole hanno messo, o stanno mettendo, in campo con il Piano estate, e/o ricorrere a un centro estivo, pubblico o privato.
Al netto dei (pochi) sostegni economici esistenti (statali o locali) spesso la scelta dei genitori è vincolata a posti, disponibilità, programmazione delle singole scuole (in diversi istituti le settimane di Piano Estate, finanziate dal Mim, in programma tra giugno e luglio sfruttano le risorse 2025).
Il piano estate
L’avviso 2026 (con cui il ministro Giuseppe Valditara ha messo sul piatto 300 milioni di euro) si è chiuso lo scorso 4 giugno, con l’invio delle candidature da parte delle istituzioni scolastiche (sono incluse anche le paritarie). I fondi ottenibili dipendono dal numero di alunni: fino a 200 studenti si avrà diritto a 16.200 euro, da 201 a 800 studenti, si sale a 52mila euro, con 801 alunni in poi il finanziamento raggiunge gli 80mila euro. Con queste risorse le scuole potranno attivare percorsi educativi e formativi per il potenziamento delle competenze (lingue straniere, discipline Stem, pensiero computazionale, solo per fare qualche esempio), l’inclusione e la socialità, da realizzare a partire dalla data di autorizzazione, in orario extracurricolare, soprattutto nel periodo di sospensione estiva delle lezioni. I progetti dovranno essere avviati almeno per il 30% dei moduli autorizzati entro il 31 dicembre 2026 e dovranno essere formalmente chiusi entro la data del 31 dicembre 2027.
I moduli hanno durata di 30 e 60 ore, a scelta della scuola, nel limite del tetto di spesa; i soli percorsi di lingua straniera (che alla primaria sono solo d’inglese) potranno avere durata anche di 100 ore.
I centri estivi
Rispetto alla lunga pausa estiva, però, l’offerta delle scuole è limitata e concentrata solo in alcune settimane. «Le iniziative del “Piano Estate” e i centri estivi comunali - commenta Anna Rea, presidente Adoc - sono insufficienti. I fondi stanziati e le scuole aperte non coprono l’enorme richiesta: molti territori restano scoperti e tante famiglie restano fuori dalle graduatorie. Anche le agevolazioni economiche legate all’Isee non bastano».
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