Alpha Studio, filati ultraleggeri e piano di espansione all’estero
Il nuovo corso
di Chiara Beghelli
2' di lettura
2' di lettura
«Abbiamo esaminato con attenzione le preferenze dei consumatori in questa era post-Covid. E ci siamo accorti che c’è molta attenzione più che per i prodotti, per i valori, la missione di un brand. Tanto che un prodotto diventa quasi una conseguenza»: Paolo Rossi è direttore commerciale e marketing di Alpha Studio, l’azienda fondata dal padre Franco a Carmignano (Prato), nota per la sua cultura e tecnica della maglieria, e che oggi guida insieme ai fratelli Simona e Maurizio.
La parola che usa più spesso per descrivere la collezione maschile per la PE 2022 è, appunto, «valori». Sono tre, in particolare, quelli che l’hanno ispirata: «Il primo è “minimal”, è l’eleganza essenziale che ci contraddistingue - spiega -, con trame, punti maglia e colori che prendono spunto dalla natura. Poi “blue soul”, perché il blu è il nostro colore emblematico, declinato in molte varianti, che rimanda anche alla profondità di pensiero e alla riflessione. Qui abbiamo fantasie, micro-jacquard e moulinè, con capi che si distinguono per vestibilità e confort. Infine, “craftmood”, che esalta le lavorazioni artigianali, ma è anche inclusivo perché di ispirazione multietnica, con cotoni fiammati, lini e jersey di lino dai toni ecrù, legno, curry».
Dalla fine del 2022 Alpha Studio lancerà anche una collezione con un focus molto preciso sulla maglieria più fine: «Si chiamerà Fine Essentials ed esalterà il nostro culto della maglieria - dice Rossi -: lavoreremo con finezze leggere, da 18 a 30 punti a seconda dei macchinari, filati ultralight come il pregiato cotone Sea Island. Sarà parte della collezione continuativa e insieme il nostro biglietto da visita. Proporremo sei filati: 100% cashmere, cotone Sea Island, cotone e seta, cotone e cashmere, 100% lana merinos con effetto cashmere».
Fine Essentials sarà anche un modo per esprimere il nuovo corso di Alpha Studio, che ha anche reso più contemporaneo il proprio logo e che vuole proporre la sua maglieria di qualità a prezzi accessibili a sempre più mercati. «Il mercato italiano resta il primo per noi, e durante la pandemia questo è stato un vantaggio, poiché è stato più semplice da seguire - prosegue l’imprenditore - . Ora però puntiamo all’estero, che al momento genera il 25% del nostro fatturato, soprattutto su Giappone e Stati Uniti. Qui dobbiamo riavviare il processo di espansione bloccato dal Covid e parteciperemo anche a diverse fiere, con il sostegno dell’Ice. Abbiamo anche una nuova collaborazione per il Nord Europa». Nel piano di espansione di Alpha Studio rientra anche un potenziamento dell’e-commerce, lanciato lo scorso anno. L’azienda fattura 13 milioni di euro e conta su una rete distributiva composta da cinque monomarca e circa 700 punti vendita wholesale.


