Sicurezza informatica

Almaviva alla guida di un progetto Ue di difesa dalle minacce quantistiche

Il gruppo è al timone di Q-Arm cui partecipano dieci partner da sette Paesi europei

di Andrea Biondi

La sede del Gruppo Almaviva a Roma

3' di lettura

3' di lettura

I futuri conflitti si giocheranno sempre più nel cyberspazio, tra reti informatiche, identità digitali e sistemi crittografici. E, in questo nuovo scenario, l’Europa si prepara a dotarsi di strumenti difensivi all’altezza delle minacce. Un passo concreto arriva ora con la selezione, nell’ambito del programma European Defence Fund 2024 (Edf24), di Q-Arm: un progetto internazionale, guidato dal gruppo italiano Almaviva, che mira a sviluppare un sistema avanzato per la comunicazione militare, capace di resistere agli attacchi condotti con tecnologie quantistiche.

Il nome Q-Arm nasce da un acronimo significativo. Sta per Quantum Agile and Resilient Military Communications e promette, come spesso accade nella tecnologia, di anticipare un rischio che ancora non si è manifestato su larga scala, ma che potrebbe presto diventare realtà: l’hackeraggio quantistico, ossia l’utilizzo di computer quantistici per decifrare in pochi secondi le più sofisticate comunicazioni riservate.

Loading...

Q-ARM è uno dei soli tre progetti scelti a livello continentale nella categoria Disruptive Technologies – Quantum e punta a realizzare una piattaforma resiliente, sicura e interoperabile per la difesa europea. Nel dettaglio, come spiegato in una nota della stessa Almaviva, prevede la creazione di una piattaforma per comunicazioni militari a prova di minacce quantistiche: sarà un mix di crittografia post-quantistica, distribuzione quantistica di chiavi (Qkd), blockchain, satelliti, reti in fibra ottica e gestione sicura delle identità digitali. Un ecosistema complesso, è evidente, ma pensato per una difesa semplice: garantire la protezione delle comunicazioni militari europee e la tenuta di quelle infrastrutture critiche – energetiche, logistiche, istituzionali – che sono oggi bersagli sensibili per gli attacchi ibridi o informatici.

Quanto ad Almaviva – gruppo nato nel 1983, che non è più da tempo quel system integrator che metteva insieme i pezzi degli altri, ma oggi è, e vuole sempre di più essere riconosciuta, come una tech company globale – si tratta di un riconoscimento che in termini di posizionamento strategico va ben oltre il valore economico riconosciuto dalla Ue per questo progetto (cinque milioni di euro per lo step iniziale) . Le parole del ceo del gruppo, Marco Tripi, sono in questo senso eloquenti: «L’ingresso con il Progetto Q-Arm nel programma Edf – si legge in una nota - segna un cambio di passo strategico per il posizionamento dell’azienda nel comparto della Difesa. Mettiamo le nostre tecnologie e competenze al servizio dell’Europa per fornire strumenti tecnologici innovativi per la protezione delle comunicazioni e delle infrastrutture critiche Ue». Un punto di svolta, quindi, anche per l’identità industriale del gruppo per portare le proprie competenze in termini di software, tecnologie, intelligenza artificiale, cloud, sicurezza, anche nel campo della difesa.

Il progetto sarà sviluppato da un consorzio coordinato da Almaviva e composto da 10 partner provenienti da 7 Paesi europei, tra cui istituzioni scientifiche di rilievo come il Politecnico di Varsavia, l’Accademia Militare della Tecnologia della Polonia, il Defence Research Institute francese, e diversi attori industriali come Zanasi Alessandro Srl e Almaviva de Belgique.

A ogni modo il successo di Q-Arm si inserisce in un quadro più ampio: su 297 proposte ricevute dall’Edf, solo 62 sono state finanziate. E di queste, due grandi progetti sono guidati da imprese italiane. Ma Almaviva è l’unica grande azienda privata a guidare un consorzio di rilievo europeo in un settore considerato cruciale per l’autonomia strategica dell’Unione. Non a caso il Fondo europeo per la difesa (Edf), lanciato dalla Commissione Ue, ha l’obiettivo di rafforzare la competitività dell’industria continentale nel campo della difesa, favorendo l’integrazione tra aziende, università, centri di ricerca e start up. E in questo quadro a essere finanziati sono progetti ad alta innovazione e con un forte carattere collaborativo.

E se Q-Arm è il primo passo, il piano è invece più ampio. Almaviva – ricavi 2024 che hanno sfiorato 1,5 miliardi e 276 milioni di Ebitda adjusted, con incremento del 30,8% – nella sua nota dichiara infatti anche di avere già avviato contatti per nuove proposte da candidare alla call Edf2025, con scadenza a ottobre. L’obiettivo è costruire nel tempo un portafoglio di progetti che rafforzino il ruolo dell’Italia nelle infrastrutture critiche europee, in un mondo dove la cybersecurity diventa politica industriale.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti