Montecitorio

Almasri, no della Camera a procedere contro Mantovano e i ministri. Voti dall’opposizione

«Sono soddisfatto perché il risultato è andato anche oltre, numericamente, a quella che era l’aspettativa della maggioranza parlamentare», commenta il ministro della Giustizia Carlo Nordio

di Redazione Roma

Il generale libico Njeem Osama Almasri Habish in una foto senza data pubblicata dalla piattaforma fawaselmedia.com.ANSA/COURTESY FAWASELMEDIA.COM

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L’aula della Camera ha negato l’autorizzazione a procedere sul caso Almasri nei confronti dei ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio e del sottosegretario Alfredo Mantovano. Sarebbero una ventina i deputati della minoranza che hanno votato no all’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, compresi quelli di Italia viva, una quindicina quelli che invece hanno detto sì al diniego per il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Secondo quanto si apprende in ambienti della maggioranza, il centrodestra contava infatti su una base di partenza intorno ai 230/235 voti.

Franchi tiratori opposizioni votano con maggioranza

Alcuni deputati delle opposizioni,o comunque non appartenenti alla maggioranza di governo, hanno votato contro l’autorizzazione a procedere per Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e Alfredo Mantovano. I gruppi di maggioranza hanno infatti 242 deputati a cui se ne aggiungono tre del gruppo misto, mentre i voti contro l’autorizzazione a procedere sono stati 251 per Nordio e Mantovano e 256 per Piantedosi. In favore del ministro dell’Interno aveva annunciato il proprio voto favorevole solo Italia Viva. Da considerare che non tutti i deputati del centrodestra erano presenti, come Augusta Montaruli che è diventata mamma.

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Nordio: Tribunale ministri ha fatto strazio delle norme

«Da modesto giurista lo strazio che il Tribunale dei ministri ha fatto delle norme più elementari del diritto è tale da stupirsi che non gli siano schizzati i codici dalle mani, ammesso che li abbiano consultati». Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in Transatlantico, appena uscito dall’Aula dopo aver incassato il no della Camera al processo sul caso Almasri. «Sono soddisfatto perché il risultato è andato anche oltre, numericamente, a quella che era l’aspettativa della maggioranza parlamentare: ciò significa che anche da parte di alcuni dell’opposizione vi è una riluttanza ad affidare alle procure della Repubblica delle competenze che dovrebbero essere squisitamente politiche».

«Speriamo capitolo Bartolozzi si chiuda come questo»

«Speriamo che il capitolo su Bartolozzi si chiuda così come questo», dice ancora il ministro della Giustizia. Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero, è indagata dalla Procura di Roma per false dichiarazioni sul caso Almasri.

Bignami (FdI): 15-20 franchi tiratori di opposizione su caso Almasri

Tra le opposizioni ci sarebbero stati «circa 15-20 franchi tiratori» nella votazione con cui la Camera ha negato l’autorizzazione a procedere in giudizio nei confronti dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, nonché del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano per la vicenda Almasri. Lo sostiene il capogruppo di FdI a Montecitorio Galeazzo Bignami, osservando il tabulato della votazione in cui 251 deputati hanno votato per respingere l’autorizzazione su Nordio e Mantovano, e 256 (inclusi quelli di Italia viva, come annunciato in Aula dal capogruppo Davide Faraone) per Piantedosi. «Noi della maggioranza siamo 242, c’erano alcuni assenti, quindi avevamo calcolato di arrivare a 235 - ha spiegato Bignami parlando con i giornalisti in Transatlantico -. Non solo abbiamo dimostrato che c’è stata tutta la compattezza della maggioranza, ma anche che esponenti delle opposizioni hanno votato contro l’autorizzazione a procedere. Nella prima Repubblica si sarebbero chiamati franchi tiratori. Se fossi un esponente dell’opposizione meno dialogante, qualche dubbio me lo farei venire. Noi siamo contenti».

Legale vittima: pronti a ricorrere alla Consulta

«Il voto di maggioranza odierno calpesta la Costituzione e la legalità internazionale. Nel nostro ordinamento costituzionale non esistono e non possono esistere zone franche o zone d’impunità per chi riveste cariche di governo. Insieme al collega Antonello Ciervo chiederemo al Tribunale dei Ministri di sollevare conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato innanzi la Corte Costituzionale per ristabilire il principio previsto dalla nostra Carta Fondamentale secondo cui spetta all’autorità giudiziaria il potere di applicare la legge e garantire cosi la celebrazione del processo nei confronti di Nordio, Piantedosi e Mantovano». È quanto annuncia in una nota l’avvocato Francesco Romeo, legale di Lam Magok Biel Ruei, vittima e testimone delle torture del generale libico Almasri. «Biel Rouei Lam Magok, una delle innumerevoli vittime delle torture commesse dal criminale Almasri nei lager libici, è persona danneggiata dal reato nel procedimento innanzi il Tribunale dei Ministri in cui sono indagati i ministri Nordio, Piantedosi ed il sottosegretario Mantovano. A gennaio scorso i due ministri, il sottosegretario e la Presidente Meloni (lo ha rivendicato lei in più occasioni) hanno deciso di sottrarre il torturatore Almasri alla consegna ed al processo davanti la Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità e lo hanno rimandato in Libia con un volo di Stato. I fatti sono incontestabili e le azioni da loro commesse per riportare Almasri in Libia costituiscono secondo il tribunale dei ministri i reati di omissione di atti di ufficio, favoreggiamento e peculato».

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