L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
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Torna Alpages Ouverts, la manifestazione a “marchio Valle d’Aosta” che coniuga cultura, agricoltura e turismo, finalizzata a fare scoprire la vita agropastorale in quota in compagnia dei protagonisti: allevatori e “arpian”, ovvero le persone che per cento giorni continuativi all’anno si dedicano alla produzione casearia e alla manutenzione del territorio. Alpages Ouverts è organizzato dall’Association Régionale des Eleveurs Valdôtains-Arev con la collaborazione del Dipartimento regionale dell’Agricoltura e delle Risorse Naturali, nonché con il patrocinio della Regione. «Alpages Ouverts compie 25 anni» sottolinea l’assessore Marco Carrel, e il programma prevede, a partire dalle 10, percorsi tematici guidati da esperti dell’Arev, focus su paesaggio e natura, animazioni e giochi per i bambini, degustazioni di produzioni lattiero-casearie dell’alpeggio e prodotti a base di carne valdostana. Prossime date: 27 luglio, alpeggio Layet, a Valtournenche, grazie alla famiglia di Denis Foudon; 3 agosto in alta Val d’Ayas all’Alpe Mascognaz, gestita dalla famiglia di Aurelio Vercellin Nourissat; sabato 24 agosto all’alpeggio Prasupiaz, con la famiglia di Bruno Jeantet.