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All’Opera di Roma “Le Nozze di Figaro”

Le atmosfere idilliache, pennellate da Watteau e Fragonard, si tingono di sottotoni di bianco e beige per le scenografie di Christian Schmidt

di Giorgia Basili

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Le atmosfere idilliache settecentesche per Le Nozze di Figaro, pennellate da Watteau e Fragonard, si tingono di sottotoni di bianco e beige con la scenografia e i costumi di Christian Schmidt, risultando senz’altro più spente.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La partitura registica di Claus Guth — sperimentata la prima volta nel 2006 per il Festival di Salisburgo — suggerisce sfumature psicologiche che vengono rese dalle venature della luce con il bel incipit in cui, dalla finestra laterale a sinistra, entrano caldi raggi solari che proiettano lunghe ombre nell’androne. I momenti più introspettivi sono, invece, resi con la penombra, soprattutto quando entra in scena il doppio del personaggio Cherubino.

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Guth ha studiato filosofia, germanistica e discipline teatrali a Monaco e si è poi specializzato in regia teatrale e regia d’opera. Si è affermato al Salzburger Festspiele per le sue produzioni legate a Mozart e al suo ciclo su libretto di Da Ponte, mentre per Pelléas et Mélisande e Daphne all’Opera di Francoforte ha ottenuto il riconoscimento Premio FAUST.

La scena si mantiene quasi la stessa in tutti e 4 gli atti, giusto nel secondo la scala viene sostituita da una stanza sgombra con una finestra e delle porte per permettere al celebre gioco delle tre porte di avere luogo: sono coinvolti la Contessa, Cherubino che non vuole farsi scoprire come suo amante, Susanna — la complice — e l’ignaro Conte.

Minimalismo

Il minimalismo delle scene, per quanto miri a far emergere maggiormente il carattere individuale di ogni componente della trama narrativa rischia di affievolire il brio della coppia Mozart-Da Ponte, creando un effetto di astrazione eccessiva. Una scena svuotata di oggetti — ad esempio il letto nuziale — e di appigli reali — ci sono solo la tenda e la finestra — complica la lettura delle azioni, concettualizza anche ciò che potrebbe essere lasciato in chiaro, a favore di un contesto difficile da afferrare, nell’intrigo di “trovate”, sotterfugi, liaison e rivelazioni della storia.

Bisogna, forse, dimenticarsi delle precedenti rappresentazioni per poter apprezzare appieno questo significativo cambio d’abito e di prospettive.

Susanna, interpretata da Martina Russomanno, risulta apprezzatissima dal pubblico della prima ed è piacevole la resa di Cherubino da parte di Roberta Mantegna. Le altre voci reggono la sfida ma non spiccano.

Chi invece riceve corale plauso è il giovane direttore d’orchestra, Emmanuel Tjeknavorian, direttore dell’Orchestra Sinfonica di Milano dal 2024. Ha debuttato nel mondo della lirica, con l’approvazione della critica, al Maggio Musicale Fiorentino con Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi. Prima della carriera di direttore d’orchestra si è esibito come violinista solista.

Così descrive la sfida de Le Nozze di Figaro: “Quattro atti e un numero così elevato di personaggi richiedono una concentrazione enorme e una forte visione d’insieme. Nonostante ogni scena abbia un carattere proprio, l’intera opera deve rimanere un unico percorso coerente”.

Cherubino da subito assume un ruolo centrale. È enfatizzato ulteriormente dalla presenza del suo doppio — Cherubim —, interpretato dal ballerino e attore tedesco Uli Kirsch, che entra in scena come mimo e Cupido muto, un monello-giocoliere che mantiene l’equilibrio su un monociclo ma arriva poi a muovere i fili dei personaggi come un burattinaio: le loro emotività, le pulsioni, i desideri più reconditi e quelli che non si vergognano di trasformarsi in azione.

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Cherubino è “Adone e Narcisetto” insieme, abile nell’arte della seduzione e personificazione del caso, una sorta di Puck partecipe, tuttavia, delle dinamiche amorose e vittima egli stesso delle sue bramosie.

Da divertissement e figura leggera “Rococò”, Cherubino, come scrive Cinzia Dichiara, diventa “uno specchio che riflette i desideri più nascosti e i segreti che la società degli adulti cerca di reprimere”.

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