Ali e radici nelle famiglie imprenditoriali: il caso Beckham e la sfida delle next gen
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Il conflitto esploso pubblicamente nella famiglia Beckham viene letto come una vicenda di rapporti difficili sotto i riflettori. In realtà, parla da vicino alle famiglie imprenditoriali alle prese con il passaggio generazionale: cosa accade quando figli cresciuti in sistemi dove la coesione sconfina nell’invischiamento cercano di affermare la propria autonomia.
Il progressivo allontanamento del primogenito Brooklyn dai genitori, manifestato con prese di posizione pubbliche, riflette una tensione ricorrente nelle famiglie imprenditoriali: radici forti che, se non accompagnate da spazi di differenziazione, rischiano di trasformarsi in vincoli anziché risorse.
I Beckham sono una famiglia celebre che nel tempo è diventata imprenditoriale: brand globale, capitale reputazionale e forte legame tra identità familiare e valore economico. Si tratta di un sistema dai confini interni deboli, dove tutto è intrecciato, e dai confini esterni marcati, con un’immagine costantemente presidiata. È una configurazione analoga alle famiglie imprenditoriali tradizionali, dove le sfere affettiva, di proprietà e di governance tendono a sovrapporsi e la reputazione esterna è fondamentale.
Brooklyn cresce all’interno di una forte immagine familiare. Nel 2016 Victoria ha registrato come marchi commerciali i nomi dei figli, trasformando l’identità anagrafica in asset del brand familiare. I diritti scadono a dicembre 2026 e Brooklyn ha già segnalato l’intenzione di non rinnovarli. L’aspettativa di continuità simbolica – essere parte del brand, incarnarne i valori, sostenerne la narrazione pubblica – riduce lo spazio per una costruzione autonoma del sé. I processi di differenziazione necessari allo sviluppo della propria identità entrano in tensione con il senso di appartenenza.
Qui emerge il nodo centrale del rapporto tra radici e ali. Le famiglie imprenditoriali sono per loro natura orientate alla trasmissione di valori, visione e patrimonio materiale e immateriale. Le radici rappresentano stabilità, continuità e identità familiare; affinché la continuità sia sostenibile, ad esse si devono affiancare spazi di autonomia, sperimentazione e legittimazione personale per le next gen, così da sviluppare una traiettoria propria.








