La ricerca Cerved

Algoritmi e cloud guidano la nascita di nuove start up

Piattaforme e App di Intelligenza Artificiale le scelte più frequenti. Nel 2025 censite in totale oltre 18mila unità, Lombardia e Milano al vertice

di Luca Orlando

 REUTERS

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Si può partire da AiHuman, che lavora nelle tecnologie applicate alle assunzioni di personale. Oppure da Ospedale Digitale, per il monitoraggio remoto dei pazienti. Nomi scelti a caso tra le società iscritte nel registro delle start up in questo primo scorcio del 2026 e rappresentative di un trend che si sta progressivamente rafforzando.

L’area dei servizi informatici e del software è infatti quella in cui si concentra la maggior parte delle start up innovative italiane, categoria che di gran lunga sopravanza ogni altro settore, arrivando a sfiorare le 7mila unità, sei su dieci rispetto al totale censito.

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L’analisi realizzata da Cerved sulla platea delle realtà innovative evidenzia una fortissima e crescente concentrazione in ambito digitale, mentre la seconda categoria più rappresentata, quella che gravita nell’area ricerca e sviluppo, vale appena il 13% del totale.

Platea ormai stabile, quella delle start up, tenendo conto dei flussi in entrata ma anche di quelli in uscita dal registro delle imprese dedicato a questa tipologia, in cui la permanenza può essere possibile solo dopo tre o cinque anni. Tenendo conto dell’uscita naturale dal registro, così come della chiusura fisiologica di alcune realtà, dal picco del 2021 in poi la discesa degli stock è stata limitata ma costante. A fine 2025 se ne contano infatti 11.820, quasi tremila in meno rispetto al 2021, che a sua volta però rappresentava un balzo del 69% rispetto ai numeri del 2017.

Nel corso del 2025 le nuove start up inserite si mantengono su livelli quasi stabili, a ridosso delle 2mila unità, in calo solo del 2% rispetto all’anno precedente. Anche guardando a questo cluster più recente il software vince a mani basse, rappresentando quasi il 60% del totale, arrivando al 70% tenendo conto più in generale anche dei servizi legati all’informatica.

Trend che prosegue con forza anche ora: guardando alle iscrizioni dei primi quattro mesi dell’anno, delle 965 realtà entrate nel registro, poco meno di 600 sono specializzate proprio nella produzione di software.

Nello studio di Cerved, che utilizza un’analisi semantica per clusterizzare l’universo, l’analisi dettagliata dell’attività svolta da queste imprese evidenzia quattro direttrici tecnologiche dominanti. A guidare lo sprint sono le applicazioni di Intelligenza Artificiale e di analisi dei dati così come le piattaforme cloud: insieme, queste due sole tipologie rappresentano il 60% del totale. A queste si aggiungono, a debita distanza tuttavia, Iot e manifattura avanzata-nuovi materiali.

In termini geografici si confermano i trend consolidati, con il Nord a catalizzare il 58% delle nuove iniziative del 2025 e la Lombardia a guidare per distacco la classifica. In termini di stock in questa regione ve ne sono più di 3500, più di quanto realizzano insieme Lazio, Campania ed Emilia-Romagna, cioè le regioni che seguono in classifica. Ma anche guardando al solo 2025 il risultato non cambia, con 580 nuove iscritte in Lombardia, quasi il 30% del totale.

Primato lombardo determinato da Milano, forte di 2618 start-up, con la Lombardia unica regione in Italia a piazzare tre province nella top ten: oltre alla metropoli ci sono infatti anche Brescia e Bergamo.

Guardando alla sola Milano i numeri sono di particolare rilievo, con la nascita nel 2025 di oltre una start up al giorno, sabati e domeniche inclusi.

Se si esaminano le start up in termini di proporzioni di genere, Cerved analizzando i dati storici evidenzia come negli ultimi dieci anni la presenza femminile nelle realtà innovative in Italia mostri una crescita lenta ma costante, pur restando strutturalmente minoritaria. La quota di donne presenti nella governance e nel management (Ceo donna) si colloca infatti in un intorno del 17–19%, con un picco del 19% realizzato nel 2023. I team di fondatori innovativi in cui è presente almeno una donna (almeno una manager donna in organico) mostrano percentuali più alte – nell’ordine del 23–26% – con il massimo realizzato anche in questo caso sempre nel 2023. Nel 2024 e 2025 si registra un lieve rientro da questi picchi, non tale tuttavia da invertire la traiettoria di fondo, che resta positiva.

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