«È lo sbocco di un processo più lungo, che abbiamo iniziato già da tempo, di una strategia dedicata specificamente alla transizione energetica. Da circa due anni – spiega Silvia Merler - stiamo lavorando, con grande impegno, proprio sui nostri portafogli finanziari per una stima delle emissioni finanziate dalle banche che abbiamo in portafoglio. Dal momento che non c'è ancora un obbligo regolamentare per i soggetti bancari di fare informative, è tutto un lavoro di stima basato su dati parziali e su nostre analisi dei bilanci. Adesso si sta concretizzando in una serie di disclosure di metriche non finanziarie e carbon footprint di emissioni finanziate, che ci ha, naturalmente, portato a integrare sempre di più i criteri di sostenibilità ambientale all'interno di tutti i vari portafogli ed è, poi, sfociato in questa nuova strategia. Poi, chiaramente, avere, adesso, anche un team con competenza industriale ci dà un vantaggio dal punto di vista delle competenze».
Parlando, quindi, di costruzione del portafoglio fondi quali saranno i prossimi passi?
«Per ora l'obiettivo – prosegue Silvia Merler - è integrare i fattori di sostenibilità in tutte le strategie, in maniera organica, all'interno del processo di investimento e, poi, avere anche un reporting, sia per gli investitori che pubblico, su metriche non finanziarie. Abbiamo iniziato con i fondi finanziari perché lì si concentra il grosso delle masse gestite, ma ci espanderemo anche agli altri fondi; ovviamente è un'integrazione che procede in modo diverso, in base alle diverse strategie e agli strumenti. Ad esempio, abbiamo la nostra strategia di equity italiana che è principalmente focalizzata su piccole medie imprese e fare questo lavoro è molto più difficile. Da gestore – aggiunge Gabriele Foà – posso dire che, da un lato, sulle strategie esistenti abbiamo messo dei paletti ulteriori e, dall'altro, c'è un'attenzione più alta alle caratteristiche dell'emittente; un'attenzione che ovviamente è sempre verso il rendimento e il ritorno ma guarda anche ad altre caratteristiche. Per quanto riguarda le nuove idee ovviamente c'è un cantiere aperto sulle strategie green sia sui prodotti esistenti che su prodotti nuovi».
Algebris è firmataria dei Principi per l'Investimento Responsabile delle Nazioni Unite ed avete aderito all'iniziativa 'Net Zero Asset Managers', il progetto che vuole promuovere investimenti responsabili per raggiungere le zero emissioni nette per tutte le attività in gestione entro il 2050. A che punto siete?
«Siamo entrati nell'iniziativa quest'anno, a marzo – spiega Silvia Merler - e abbiamo un anno per fare valutazioni internamente e poi pubblicare un target di masse che ci impegniamo a gestire in allineamento con il target ‘zero by 2050' e target intermedio al 2030. Il lavoro, in realtà, è già molto avanzato e, quindi, contiamo di completarlo prima di quella che sarebbe la deadline, appunto, di marzo 2022. In questi mesi, partendo dai portafogli finanziari, abbiamo stimato anche la temperatura implicita del portafoglio per capire se effettivamente, a breve, medio e lungo periodo sia compatibile con un percorso che tenga l'aumento della temperatura sotto 1,5-2 gradi. Dal nostro impegno per emissioni zero viene anche la volontà di avere una politica di tutti i combustibili fossili, non solo del carbone, che sia in linea con gli obiettivi dell'iniziativa».