«L'innovazione è fondamentale ed è un driver principale per l'industria chimica europea. Durante l'ultimo periodo noi abbiamo aumentato la commercializzazione di prodotti su base di riciclo fino al 75% per diverse applicazioni ma riscontriamo dei limiti per alcuni settori - come alimentare e farmaceutico – che difficilmente possono essere forniti con un prodotto da riciclo meccanico anche se, grazie ai nostri sforzi, stiamo lavorando anche su questi settori. Durante il periodo Covid, ma non relativo all'emergenza, abbiamo siglato una collaborazione con la società piemontese AGR, proprietaria di una tecnologia per la devulcanizzazione di elastomeri post consumo per lo sviluppo del riciclo delle gomme. Negli ultimi 18-24 mesi il nostro obiettivo è stato quello di accelerare sulla circolarità e abbiamo aumentato la partecipazione di Versalis non solo nelle filiere tradizionali ma anche nelle nuove filiere. Un esempio di successo è il disinfettante Invix che abbiamo introdotto sul mercato in piena emergenza sanitaria; noi prima del Covid non eravamo assolutamente nel mondo dei disinfettanti, e abbiamo introdotto questo prodotto che ci ha consentito di supportare l'emergenza, ma anche di entrare, dal punto di vista del business, in un nuovo mercato dove prima non eravamo presenti. Ora stiamo ampliando la gamma di prodotti Invix anche con un liquido specifico per le superfici e siamo in attesa delle autorizzazioni del ministero della Salute per la commercializzazione. E ancora, un altro settore che stiamo sviluppando è una collaborazione per introdurre prodotti per la tutela delle colture ed erbicidi per la disinfezione delle superfici a base vegetale biodegradabile».
Brindisi, Porto Marghera, Priolo, per citarne alcuni: qual è il futuro per gli stabilimenti italiani?
«Versalis ha un'importante footprint italiana, in Italia abbiamo nove stabilimenti e sei centri di ricerca; quindi, molti nostri investimenti, chiaramente, sono dei piani di trasformazione legati al territorio e ai diversi pilastri della strategia e vanno nella direzione di raggiungere sempre più un elevato livello di eccellenza operativa e produttiva con un forte focus sulla decarbonizzazione. Abbiamo annunciato importanti investimenti a Brindisi, in parte di manutenzione programmata e in parte proprio nell'ottica di efficienza di produttività per circa 100 milioni di euro. A Mantova stiamo investendo 40 milioni di euro, a Priolo l'anno scorso abbiamo fatto un investimento di circa 90 milioni e a Porto Marghera, nell'ambito del più ampio progetto di trasformazione Eni, stiamo portando avanti un importante investimento nella diversificazione del portafoglio e in un notevole abbattimento delle emissioni di CO2 pari a circa 600.000 tonnellate, il 25% delle emissioni degli stabilimenti Versalis italiani. Nell'ottica, poi, di aumentare la sostenibilità e ridurre le emissioni abbiamo lavorato su una certificazione ISCC Plus che dà veramente l'opportunità di valorizzare sul mercato i prodotti derivati da materie prime sostenibili e avere anche la tracciabilità. Abbiamo ottenuto la certificazione per la maggior parte dei siti (Brindisi, Porto Marghera, Mantova, Ravenna e Ferrara) ma il nostro obiettivo, a breve, è di avere la certificazione come società e quindi di certificare anche gli ultimi siti».
L'impronta è italiana, ma Versalis è anche presente all'estero. Ci sono opportunità che possono aiutare il vostro percorso?
«Sicuramente ci sono alcune opportunità già implementate e altre che, chiaramente, richiedono di mantenere gli occhi sempre aperti. La fortuna di Versalis è di avere un grandissimo bagaglio di tecnologie e, per certi aspetti, alcune ancora in fase di sviluppo che vorremmo implementare. Tutti questi sforzi vanno nell'ottica di una specializzazione del portafoglio prodotti per mercati dove già siamo ma anche di ampliare il portafoglio di mercato, sviluppando anche prodotti in mercati dove oggi noi non siamo per motivi storici o di partecipazione. Quindi siamo lavorando tantissimo in questa direzione. Asset locali, brand commerciali e collaborazioni – come il recente accordo con Saipem - sono i tanti modi in cui Versalis si sta indirizzando per sviluppare sempre più velocemente anche un mercato internazionale che oggi comunque rappresenta meno del 10% del nostro portafoglio».