Stellantis

Alfa Romeo, cosa succederà nei prossimi anni

Il marchio del Biscione si prepara ad una fase di rilancio, tra nuovi arrivi e qualche ombra sui ritardi della futura Stelvio

di Simonluca Pini

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In un panorama automobilistico dove spuntano come funghi nuovi marchi non solo cinesi dai contenuti spesso interessanti ma dal nome sconosciuto e privi, almeno nelle nostre latitudini, di ogni estimatore o appassionato, Alfa Romeo è l’esatto contrario. Per fare un paragone calcistico, è tipo il Torino. Squadra che ha dominato nel 1928 e dal 1945 al 1949, guadagnandosi il titolo di Grande Torino, con l’ultimo scudetto nel 1976, per poi non vincere praticamente più nulla ma potendo contare su una tifoseria dell’attaccamento viscerale. Situazione che ritroviamo nel Biscione. Perché Alfa Romeo è ancora un marchio in grado di far battere il cuore agli appassionati grazie a quel mix tra vittorie sportive nel passato, modelli realmente iconici e un dna che ha fatto della sportività il suo gene principale. Aggiungiamoci che molti di sono cresciuti su un’Alfa, o avevano un nonno con Junior scalino in garage, e il gioco è fatto.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il problema è che a forza di allungare la vita dei modelli, cancellazioni e rimarchiamenti di modelli Stellantis che di sportivo hanno forse un lontano cugino, il cliente poi si stanca. E non bastano le varie serie speciali della Giulia Quadrifoglio (che nonostante i 10 anni di età resta un oggetto che ogni facoltoso appassionato dovrebbe avere in garage) o le costanti vittorie alla Mille Miglia per riportare le vendite a numeri sostenibili. Un esempio? Il -20% in Italia da gennaio a maggio 2026 rispetto allo stesso periodo nel 2025, con sole 1.789 auto nel quinto mese dell’anno contro le 2.497 di maggio ’25. Facendo un paragone da marchi premium, come spesso si auto battezza Alfa, sempre a maggio Audi ha chiuso 7.535 contratti, Bmw 6.717 e Mercedes 4.473.

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Alfa Romeo Fastlane 2030

Se i numeri complessivi sono difficilmente contestabili, c’è speranza per il marchio di Arese. Non solo per l’attuale gamma con la Junior che piace nel settore dei suv compatti (nonostante sia una 2008 ricarrozzata ma almeno affinata dai tecnici Alfa) e con la Tonale restyling dove sono stati migliorati i difetti del passato, ma soprattutto per quanto comunicato durante il piano industriale e recentemente da Emanuele Cappellano, responsabile Europa del gruppo automotive, che ha confermato l’investimento da 5 miliardi di euro in Italia entro il 2030 per l’innovazione. “Il Piano Italia «sarà più forte con Fastlane 2030 e con una visione chiara: il nostro Paese sarà l’Hub produttivo delle auto piccole a Mirafiori e Pomigliano, delle vetture di fascia medio-alta e lusso a Melfi, Cassino e Modena, dei veicoli commerciali ad Atessa” ha sottolineato Cappellano.

Tradotto? L’erede della Tonale sarà costruita a Melfi a partire dal 2028 su piattaforma Stla Medium (la stessa di Compass) e la Giulietta nascerà sulla nuova piattaforma Stla One.

Nuova Alfa Romeo Giulia e Stelvio: arrivano o non arrivano?

La domanda che si fanno tutti gli appassionati, e gli attuali proprietari, è se arriveranno le eredi di Giulia e Stelvio. Perché dopo aver cancellato il progetto di una Stelvio elettrica con l’auto già praticamente pronta, in Alfa Romeo si sono complicati la vita da soli. Come? Dimenticandosi di mettere le due vetture nella slide presentata durante il piano industriale Fastlane, e non citandole mai durante la presentazione, con relativo nostro articolo sulla loro cancellazione. Articolo, insieme ad altri, che ha portato Alfa Romeo a pubblicare un comunicato dove veniva confermato lo sviluppo di un futuro modello di segmento D. Cappellano è stato ancora più chiaro in conferenza stampa con un lapidario “ci saranno ma ancora non sappiamo come. Le attuali vanno avanti con gli aggiornamenti di prodotto necessari, ma ora non comunichiamo quando questi avverranno. In ogni caso, abbiamo intenzione di avere ancora Giulia e Stelvio nel futuro”. Alla lista delle novità si aggiunge una few-off realizzata dalla divisione Bottega Fuoriserie.

Elenco di anteprime che fa ben sperare per il futuro di Alfa Romeo, non solo per una gamma finalmente all’altezza ma in particolar modo per il nuovo corso Stellantis diretto da Antonio Filosa. I rimarchiamenti e la condivisione esasperata di componenti sembrano ormai messi in soffitta. O almeno è la speranza di ogni appassionato del Biscione.

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