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Alexa+ arriva oggi in Italia. Come funziona la nuova Ai vocale generativa

L’azienda di Seattle porta nel nostro Paese la versione generativa dell’assistente vocale che vuole diventare agente. Ecco come provarlo e le funzioni principali

di Luca Salvioli

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Alexa+ arriva in Italia. Da oggi chiunque compri un dispositivo Echo, ovvero gli speaker Amazon, trova integrata la nuova versione generativa dell’intelligenza artificiale. Che dunque passa da comandi rigidi e parole chiave a una versione più conversazionale e contestuale. E la possibilità di concludere direttamente azioni. Chi invece ha già uno speaker Amazon può iscriversi all’early access da amazon.it/nuovalexa e aspettare l’attivazione. L’espansione del servizio sarà dunque graduale.

A livello di device gli unici non compatibili appartengono alla prima generazione, non più in vendita. Per ora il servizio è gratuito, poi resterà tale solo per gli utenti Prime oppure dovrà essere pagato 23 euro al mese (tenendo conto che Prime ne costa 50 all’anno, è abbastanza evidente la volontà di Amazon di aggiungere una ragione di abbonamento).

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Con oggi, dunque, anche nel nostro Paese l’assistente vocale capace di rispondere a input vocali ma in maniera statica introduce degli elementi generativi. Nell’epoca dei chatbot come ChatGPT a cui ormai siamo abituati, capaci di intendere il contesto, avere memoria e un dialogo vero, si tratta di un aggiornamento tecnologico che porta l’esperienza del comando vocale in questo nuovo paradigma. Non solo: Alexa introduce elementi da agente, portando dunque a termine delle operazioni in autonomia. Su questo aspetto sarà decisivo l’ecosistema.

«Stiamo lavorando all’integrazione di servizi di terze parti, come notizie, ricette e radio, e stiamo finalizzando nuove partnership. A breve arriveranno anche servizi “on demand”: ProntoPro per trovare un elettricista a domicilio, Treatwell per i parrucchieri, WeTaxi per gli spostamenti e Tripadvisor per viaggi e recensioni. Il primo sarà TheFork, che sarà il primo partner a essere integrato nelle prossime settimane per prenotare ristoranti» spiega Giacomo Costantini, responsabile di Alexa in Italia.

Come funziona Alexa+?

Alexa+ non è un nuovo LLM. Si basa su Amazon Bedrock, l’infrastruttura cloud che consente di orchestrare diversi modelli linguistici invece di usarne uno solo. In pratica combina modelli proprietari come Amazon Nova con modelli esterni come Claude di Anthropic, di cui Amazon è tra i primi investitori, scegliendo di volta in volta quello più adatto al compito.

Questi LLM non si limitano a generare risposte, ma possono pianificare e eseguire azioni collegandosi a servizi e dispositivi tramite API, come nel caso di TheFork. Ma gli ambiti sono più ampi. In una serie di demo durante l’evento di presentazione abbiamo visto la possibilità di mandare documenti ad Alexa+ via mail, per poi interrogarlo a voce mantenendo la memoria (A quanto ammontano le spese condominiali? Mi metti un promemoria quando scade la prossima rata?). Oppure a che ora è una cena e come siamo rimasti d’accordo nella suddivisione dei compiti su cosa portare via mail. Per poi avere la ricetta, oppure fare un ordine di acquisto dettando a voce ad Amazon.

Alexa+ consente una interazione più ampia e in linguaggio conversazionale per accendere luci, far partire il robottino che lava i pavimenti, fare un caffè. Ovviamente con i dispositivi compatibili. Lo stesso vale per le richieste musicali ad Amazon Music, oppure per far partire un film con Prime Video con domande puntuali: chi ha scritto la colonna sonora?

Conversazioni più naturali

Alexa+ consente conversazioni in un linguaggio più naturale rispetto all’Alexa tradizionale. E cambia il ruolo della parola di attivazione “Alexa” per funzionare. Va detto soltanto alla prima attivazione, poi poi il dialogo continua in maniera naturale senza dovere ripetere “Alexa” per ogni domanda o attivazione. A meno che non ci sia una pausa lunga, oppure l’azione si sia del tutto completata. Oppure intervenga un’altra persona, ma anche qui dipende dal contesto.

Diventa importante la gestione dei profili, che deve fare l’utente o dalla app oppure da monitor nei modelli Echo che ne hanno uno. Questo perché poi Alexa+ tiene memoria delle preferenze dei singoli membri (canzoni, allergie, cose del genere). Il timbro della voce è cambiato e si adatta maggiormente al tono della conversazione, con una maggiore capacità di adattamento.

Presto anche via browser

L’idea di Amazon è di sganciare Alexa+ da un singolo prodotto. Piuttosto segue l’utente nella sua giornata. A livello di dispositivi è integrata negli speaker Echo, oppure la Fire TV ma anche l’app di Alexa sullo smartphone. Michele Butti, vp Alexa International, afferma che: «Nel 76% dei casi l’interazione con Alexa + genera azioni che gli altri non possono fare, penso a domotica, fare playlist e suonarle, riservare un tavolo. E tra pochissime settimane Alexa+ sarà disponibile anche via browser».

Questo, dunque, aggiungerà l’input testuale a quello vocale, in una esperienza che Amazon vuole il più possibile continua. Secondo Reuters, inoltre, Amazon starebbe pensando a uno smartphone dedicato ad Alexa+, che superi il paradigma delle app puntando a una esperienza di Ai totale, anche come interfaccia. Ma a oggi è solo una indiscrezione.

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