Bikeconomy

Al via il Tour de France: un indotto da 900 milioni di dollari, per Firenze 54 milioni

La corsa a tappe più famosa del mondo parte con tre tappe italiane: a Firenze attese 780mila persone, con aumenti di alberghi e affitti brevi

di Pierangelo Soldavini

Jonas Vingegaard  durante la presentazione del  Tour de France  a Piazzale Michelangelo. Firenze. (LaPresse)

3' di lettura

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 Parte sabato il Tour de France, per la prima volta con tre tappe tutte italiane. La Grand Boucle scatta infatti da Firenze toccando Rimini, Bologna e Torino dove troverà file di tifosi lungo tutto il percorso. 

Non è un mistero che il Tour sia uno degli appuntamenti sportivi più affascinanti e seguiti al mondo, che quest’anno salterà Parigi, alle prese con i preparativi per le Olimpiadi, chiudendo l’ultima tappa a Nizza, non lontano dal confine italiano.

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I 3.492 chilometri di corsa con un dislivello di 52mila metri arriveranno ad attirare oltre dodici milioni di presenze con una ricaduta economica stimata in oltre 900 milioni di dollari. Si tratta di una cifra al ribasso che tiene conto solo delle presenze nelle città sede di tappa e non delle presenze distribuite lungo il percorso. Questa spesa è dominata dalla ristorazione, che rappresenta il 47% del totale, seguita dall’ospitalità (34%) e dai trasporti (19%), a conferma del fatto che il ciclismo ha un alto valore esperienziale legato alle risorse del territorio.

A fare i conti dell’impatto economico del Tour è Data Appeal, società del gruppo Almawave specializzata nella raccolta e nell’elaborazione dei dati raccolti in rete. I dati sono stati presentati da Mirko Lalli, founder della società, nell’ambito di Becycle, la manifestazione di Pitti Immagine dedicata alla bicicletta come lifestyle, la cui prima edizione si è svolta alla Leopolda di Firenze proprio alla vigilia della partenza del Tour.

Quella del capoluogo toscano, dove la scommessa sulla corsa gialla era diventato tema di scontro nella recente campagna elettorale, sembra alla fine una scelta che paga, con una ricaduta economica stimata in 54 milioni di dollari con l’arrivo di 780mila persone per l’occasione.

Ma tutte le città italiane coinvolte registrano effetti positivi in termini economici. In tutte le città, con l’eccezione di Torino, l’aumento della domanda ha provocato un balzo delle tariffe degli alloggi in coincidenza con l’arrivo della corsa, con un picco del 35% a Rimini seguita da Firenze (+29%). Forte balzo anche per gli affitti brevi con un picco a Cesenatico dove arrivano a raddoppiare. 

L’impatto della Grand Boucle arriverà al massimo nelle ultime due tappe con arrivo a Nizza, con due milioni di presenze che porteranno 198 milioni di dollari di ricavi in più. A conferma del fatto che il ciclismo è ben lontano dalla sua storia di sport povero. Come peraltro dimostrano anche una produzione italiana di eccellenza che ha prezzi all’export quasi doppi rispetto a quelli di import e un cicloturismo in forte crescita. Come dimostrano i dati di Banca Ifis, il rallentamento del mercato delle biciclette, in flessione dopo il boom del periodo pandemico, non trova riscontro nel turismo a due ruote, che lo scorso anno ha registrato un balzo di 1,2 milioni di presenze in Italia a un totale di 7,5 milioni.

Quello della bicicletta è quindi un settore che in Italia ha grandi potenzialità e che meriterebbe una maggior attenzione sia a livello di politica industriale che di mobilità urbana e cicloturistica, come ha sottolineato Piero Nigrelli, responsabile del settore bici di Ancma. Proprio quest’anno l’Europa ha approvato la European Cycling Declaration, che, come sottolinea Manuel Marsilio di Conebi, la Confindustria europea della bicicletta, evidenzia il valore economico delle due ruote partendo dal loro riconoscimento come mezzo di trasporto vero e proprio.

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