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I quartieri del centro storico come tanti microcosmi, piccole parti di un universo, di un unico grande “Cosmo”: Cosenza Vecchia avvia un percorso di rigenerazione, grazie a un grande progetto di riqualificazione urbana e sociale. È uno degli obiettivi raggiunti dal programma Agenda Urbana per aiuti a imprese e associazioni del territorio, con un bando di coordinamento delle attività vinto da “La Rivoluzione delle seppie”, collettivo internazionale, molto variegato, di artisti e architetti: dopo una lunga sperimentazione a Belmonte, sul Tirreno cosentino, il gruppo porta saperi, abilità e competenze in uno spazio urbano che vanta secoli di storia e un patrimonio culturale e architettonico di grande valore, sciupato, però, da anni di degrado, indifferenza e abbandono.
«Ogni vineddra – ovvero, ogni vicoletto – un universo»: già il claim del progetto spiega che “Cosmo” sarà un contenitore, soprattutto digitale, che terrà insieme residenti, associazioni, artigiani, piccole attività, facilitandone l’insediamento e lo sviluppo, generando così una nuova narrazione del territorio. «Siamo partiti dalla mappatura dei quartieri, per definire la conformazione e i confini geografici della città – spiega l’architetta Rita Elvira Adamo, coordinatrice del team – ma ci siamo poi soffermati su persone e luoghi e abbiamo iniziato a costruire relazioni». Dalla mappatura sono emersi 12 rioni e le aree sono state raggruppate in tre poli: del Cinema Italia (hub culturale), della Casa delle Culture (spazio di dialogo) e della Chiesetta di San Gaetano (lab-oratorio di coworking). «Qui si intrecciano le storie e si incontrano microcosmi - continua Rita Elvira Adamo – . La nostra attività, al momento, si sta concentrano sui alcuni laboratori che coinvolgono anche le scuole».
Così, ai Rivocati, ad esempio, si tengono insieme il comitato di quartiere, una casa di produzione cinematografica e audiovisiva (Open Fields), una ceramista (le ceramiche di Ros), una distilleria (Spiriti Ebbri) e un grosso imprenditore dell’agroalimentare (Scarpelli). Il collettivo di designer napoletani Vienmnsuonn sta lavorando sui segni. E Lanificio Leo, la più antica fabbrica tessile calabrese, sta progettando il prototipo di un gagliardetto, anche su indicazione dei ragazzi del liceo Lucrezia della Valle. E la mappatura non è ancora completata. «Siamo partiti da quello che esisteva – aggiunge l’architetta –. Abbiamo portato a Cosenza l’esperienza maturata a Casa Belmondo, dove negli anni abbiamo realizzato uno spazio ibrido, polifunzionale, spostandoci però da uno spazio fisico a uno digitale». Di fisico, di tangibile, per cominciare, c’è la Casa interiore di Roberto Alfano, installazione site - specific: praticamente una nuova idea di baracca, frutto di un laboratorio di riuso creativo, realizzato con il supporto dell’associazione Lotta Senza Quartiere Odv, in cui sono stati coinvolti i bambini del rione di Santa Lucia. «Con Cosmo riusciamo finalmente a rivalutare l’identità di Cosenza Vecchia – sottolinea il consigliere Francesco Alimena, delegato del comune al Centro Storico e da sempre attivista del territorio – a costruire un racconto organico, passando anche da progetti di welfare che miglioreranno la vita delle comunità».

