Petrolio, la Nigeria si affida alla Cina per il rilancio delle sue raffinerie
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
di Andrea Gagliardi
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La corsa alle elezioni del 25 settembre è iniziata ufficialmente con la presentazione dei simboli. Dalle ore 8 alle ore 20 del 12 e 13 agosto e dalle ore 8 alle ore 16 del 14 agosto, presso il Viminale, dovranno essere depositati infatti i contrassegni dei partiti o movimenti. I giorni di tempo sono tre ma il giorno clou è il primo. Quello delle fila davanti ai cancelli del ministero per poter essere i primi a consegnare il proprio contrassegno. Il posto sulla scheda elettorale, infatti, è lo stesso dell’ordine di deposito.
Sono quello del Partito liberale Italiano, del Maie (Movimento associativo italiani all’estero) e del Sacro Romano Impero cattolico “e pacifista” i primi tre simboli depositati al Viminale per la tornata elettorale del 25 settembre. Tra i partiti storici più rappresentativi, il primo è stato la Lega. «Siamo il primo grande partito, come da tradizione, a consegnare il suo simbolo Lega-Salvini Premier. È il primo passo per andare a vincere» ha detto il senatore della Lega Roberto Calderoli, al Viminale per la presentazione del contrassegno elettorale.
Ma al di là del deposito ufficiale, molti sono i simboli già resi noti nei giorni scorsi: per il centrodestra, oltre alla Lega anche quelli di Forza Italia (con un ritocco rispetto al solito) e Fratelli d’Italia (lo stesso delle elezioni 2018). E ancora: Noi Moderati, che fonde in sè “Noi con l’Italia di Maurizio Lupi”, Italia al centro di Toti e Coraggio Italia di Brugnaro, con lo scudo crociato della Dc e la scritta Libertas. Tra i contrassegni anche Impegno Civico di Luigi Di Maio e Bruno Tabacci. Poi Unione Popolare con De Magistris; Referendum e Democrazia di Marco Cappato; Alleanza Verdi e Sinistra di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Ovviamente quello del Pd e quello del neonato terzo polo, il patto tra Matteo Renzi e Carlo Calenda, con i simboli di Azione e Italia Viva nella metà superiore, e il nome di Calenda in basso sopra il nome del gruppo europeo “Renew Europe”.
Il primo partito a muoversi sul simbolo è stato Forza Italia il 9 agosto. Con tre parole in più in cima dentro lo stesso simbolo delle ultime elezioni politiche. Ossia: “Partito popolare europeo”, per ribadire il “pedigree” centrista ed europeista. Niente di casuale, soprattutto politicamente. La new entry è un altro modo per rafforzare l’intesa con quella che è la prima forza politica nel Parlamento di Strasburgo (il Ppe appunto), con cui FI è alleata da tempo. E implicitamente per segnare la differenza con Lega e Fratelli d’Italia, alleati in Italia e divisi in Europa. «Fi garantirà sempre l’appartenza all’Europa, ai valori dell’Occidente, alla Nato e che guarda agli Usa come al principale alleato in politica estera», ha puntualizzato Antonio Tajani.
Anche Il logo del Pd presenta alcune novità. Sotto la scritta Partito Democratico con il ramoscello di ulivo, c’è una parte in rosso con la scritta “Italia democratica e progressista”. Tutto ciò è dovuto al fatto che il Pd si presenterà con altre forze, come Articolo Uno, Demos e Psi.