Rigenerazione

Maximall Pompeii: l’hub multifunzioni che riporta vita e sviluppo nell’area vesuviana

La nuova cittadella sarà inaugurata il 28 novembre a Torre Annunziata, al confine con Pompei

di Vera Viola

Il Maximall Pompeii

3' di lettura

3' di lettura

«Una struttura all’avanguardia a livello nazionale e internazionale, che ha superato il centro commerciale più famoso d’Europa, quello di Amburgo», il parere del direttore sviluppo immobiliare di Zara, Andrea Arienti. «Un grande spazio per la cultura», aggiunge Carmine Perna, ad di Mondadori.

Parlano di Maximall Pompeii, il grande hub realizzato con un investimento di 200 milioni che il 28 novembre sarà inaugurato a Torre Annunziata, al confine con Pompei, in un’area ex industriale un tempo occupata dalla Tecnotubi-Vega e da decenni in grave stato di abbandono. Alla quale la Zes ha dato una forte accelerazione. Non solo un centro commerciale, a quanto sembra il più grande d’Italia, piuttosto un hub turistico, con aree di intrattenimento ed animazione culturale, albergo, ristoranti, palestre.

Loading...

«Insomma abbiamo ideato e adottato un nuovo concept – dice Paolo Negri, ceo e founder del Gruppo Irgen RE che ha voluto e realizzato il grande progetto – una struttura di qualità con una mixitè di funzioni che dovrà attrarre sia i cittadini dell’area vesuviana sia i turisti». Poi spiega meglio: «Dopo il Covid si è manifestata una esigenza di vivere in spazi aperti, non rinchiudersi in capannoni, e poter usufruire di servizi diversi. Abbiamo risposto a queste esigenze».

Siamo a pochi passi dal parco archeologico di Pompei, nel 2024 visitato da quasi 5milioni di turisti e dal santuario di Pompei che accoglie altri 2 milioni di visitatori l’anno. «Ma si tratta di turisti che si fermano finora meno di un giorno», precisa Paolo Negri. Per i 7 milioni di visitatori, il Maximall sarà un luogo di attrazione e di spinta a prolungare la propria presenza.

Un albergo con 130 camere della catena Marriot 4 stelle, ristoranti e bar che offrono soprattutto tipicità locali e nazionali. Ben 170 unità commerciali con marchi leader nell’abbigliamento (Inditex-Zara) che per la prima volta in Italia porterà anche la linea Lefties; nella vendita di giocattoli (Hemley’s), nel food (Signor Vino). E ancora, 8 sale cinematografiche, un teatro, una sala conferenze e un anfiteatro con una spettacolare fontana. A fare da cornice, un parco verde di 50mila metri quadrati di cui 6 mila coperti che costituisce una straordinaria attrazione anche per gli sportivi. Si pensa a cinque sale dedicate a Pompei virtuale e si vorrebbe poter ospitare reperti dell’antica necropoli oggi custoditi in depositi. Il progetto è stata promosso dal Gruppo Irgen Re e avrà anche un forte impatto sul piano occupazionale prevedendosi all’incirca 1500 addetti oltre all’indotto. Sono in corso selezioni di personale, e sono stati presentati oltre 10mila curricula. «Abbiamo lanciato una sfida che sembrava impossibile – aggiunge Negri che con il fratello Corrado ha per anni portato avanti il progetto – prima di tutto a noi stessi, poi ai grandi marchi che hanno accettato di investire, alle amministrazioni, al territorio».

Città un tempo industriale che non si è mai più ripresa dai tempi della crisi dei pastifici, città dalle grandi potenzialità turistiche e industriali non più colte, anzi con con un fardello di interventi statali per lo più falliti, un alto tasso di criminalità e ampie fasce di degrado. Oggi colpita dalla desertificazione commerciale e da una grave disgregazione sociale.

«Il Maximall ha già una lunga storia – continua Paolo Negri, ma riteniamo che la sfida sia vinta. Con enorme soddisfazione offriamo al territorio in cui siamo nati un’opportunità di rigenerazione e di sviluppo. Oggi qui tra il mare e il Vesuvio ci sono investitori internazionali che ci credono, questa fiducia produrrà contaminazione. Ci sarà un new deal. Ci saranno altri che continueranno a investire». Negri racconta del coinvolgimento di numerose banche, e delle amministrazioni locali. Un ruolo importante ha avuto la Zes, quando ancora era Zes Campania. «C’è stato un momento – racconta il ceo di Irgen Re – di grande difficoltà. In quel momento abbiamo trovato nella Zes un interlocutore qualificato che ha dato slancio all’opera. Così siamo riusciti a rispettare i tempi previsti».

La sfida è in corso, fuori ai cancelli del Maximall c’è molta attesa. Si ci domanda: reggerà il sistema delle infrastrutture ai nuovi flussi di traffico? La criminalità (organizzata e non) rimarrà a guardare? Quali effetti avrà la faraonica struttura sulle città vicine? Irgen Re non si ferma, già propone altri investimenti e opere. Anche i più scettici ora cominciano a credere al sogno che l’antica Oplonti e l’area Vesuviana nel complesso possano rinascere.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti