Stati Uniti

Al via la convention democratica. Harris avanti nei sondaggi

Da domani a Chicago. Quattro giorni con i temi e il programma della campagna. Sul palco Biden e gli ex presidenti Clinton e Obama

di Marco Valsania

epaselect epa11551904 US Vice President Kamala Harris outlines her economic policy in a speech at the Hendrick Center for Automotive Excellence in Raleigh, North Carolina, USA, 16 August 2024. Harris proposed a federal ban on 'corporate price gouging,' as well as new tax breaks for families. It was the first major policy speech of Harris's presidential campaign. EPA/JIM LO SCALZO

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CHICAGO, dal nostro inviato - Kamala Harris arriva alla Convention democratica, che inizia domani 19 agosto a Chicago e terrà banco fino a giovedì, con il vento nelle vele della campagna elettorale.

Nuovi sondaggi la danno in vantaggio o appaiata in una serie di Stati indecisi e cruciali per le urne di novembre: Arizona, Georgia, Nevada e North Carolina, quattro Stati della cosiddetta Sun Belt, la cintura meridionale del sole, sono improvvisamente a portata di mano dopo esser parsi a lungo favorevoli all’avversario repubblicano Donald Trump.

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Harris svetta di cinque punti in Arizona e due punti in North Carolina, che dal 1980 ha premiato solo un candidato democratico alla Casa Bianca, Barack Obama nel 2008. Anche le risorse nei suoi forzieri riflettono l’ottimismo: ha stanziato 370 milioni di dollari per pubblicità politiche televisive e digitali in autunno, un budget che raddoppierà con la spesa di gruppi fiancheggiatori.

Trump, appannato dall’ascesa di Harris, cerca riscosse, tuttora certo di prevalere a novembre: si è precipitato ieri nel più grande tra gli Stati in gioco, la Pennsylvania, con un comizio previsto in serata a Wilkes-Barre, a pochi chilometri da Scranton, città natale del presidente Joe Biden. Un discorso studiato per attaccare i democratici sull’inflazione e il malessere degli americani, in risposta al primo discorso programmatico della Harris dedicato proprio all’agenda economica. Per fare i conti con quel che resta un tallone d’Achille, la candidata democratica ha delineato sgravi, incentivi e interventi governativi anti-carovita per ceti medi e popolari, una ricetta di populismo progressista da contrapporre al populismo di destra repubblicano fatto di deregulation, petrolio, protezionismo e generalizzati tagli alle tasse.

Spesso Trump ha però deluso i suoi stessi strateghi, virando bruscamente da agende politiche ad assalti e insulti personali e affermazioni controverse. L’ultima gaffe è stata sui veterani di guerra: è parso minimizzare la Medaglia d’Onore, la più alta onorificenza militare, perché, ha detto, attribuita spesso a soldati che hanno perso la vita o sono stati gravemente feriti. Trump negli anni ha ripetutamente definito militari uccisi, feriti o catturati come «perdenti».

Il duello a distanza tra i contendenti nel cuore del Paese, a cominciare dalla Pennsylvania, proseguirà nei prossimi giorni in parallelo alla Convention democratica. Anche il primo dibattito tra Harris e Trump il 10 settembre sarà non a caso al National Constitution Center di Philadelphia. Trump lunedì sarà nel sud dello Stato, a York, mentre il suo vice, JD Vance, visiterà un impianto manifatturiero a Philadelphia. Harris e il suo vice Tim Walz faranno scattare da parte loro un tour in autobus delle regioni occidentali dello Stato, terra di crisi industriali e sforzi di rilancio, un percorso che li avvicinerà a Chicago. Davanti a decine di migliaia tra delegati e invitati, Walz parlerà mercoledì sera e Harris giovedì, in chiusura.

La Convention, nei suoi quattro giorni, darà spazio a presidenti ed ex presidenti, cercando di cavalcare l’entusiasmo per Harris: Biden salirà sul palco lunedì, con un discorso sulla propria eredità politica adesso lasciata alla vicepresidente e addidata allo Studio Ovale. Lunedì è anche atteso l’intervento dell’ex First Lady, senatrice e candidata alla Casa Bianca Hillary Clinton. A seguire martedì toccherà a Barack Obama e mercoledì a Bill Clinton. Non mancheranno tensioni, con proteste organizzate ogni giorno su temi scottanti e che dividono il partito, a cominciare dalla guerra a Gaza. Chicago e lo Stato dell’Illinois hanno una delle maggiori comunità musulmane e palestinesi del Paese. Lo spettro che i democratici vogliono esorcizzare è quello della Convention a Chicago del 1968, che fu dilaniata dal conflitto del Vietnam.

La corsa verso le urne, osservando con maggior cura i sondaggi, rimane combattuta, aperta a ogni risultato e ostaggio di ogni passo falso. Una forte spinta a Harris sta arrivando dalla mobilitazione della base democratica, di un elettorato femminile, giovane e multietnico. In Nevada, Arizona e Georgia guida di 29 punti Trump tra i non bianchi, rispetto ai 17 punti di Biden prima che le passasse il testimone. Trump mantiene invece un forte vantaggio tra i bianchi senza laurea, con il 66% dei consensi nei quattro Stati considerati. Ma entrambi i candidati devono tuttora attirare fasce moderate e indipendenti. Con in palio la presa su un elettorato popolare, Harris ha accettato l’invito a incontri con il sindacato degli autotrasportatori, i Teamsters, il cui leader, Sean O’Brien, con una decisione senza precedenti aveva parlato alla Convention repubblicana.

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