Al Teatro Nazionale la Serata Preliocaj
Il trittico di creazioni del coreografo francese Angelin Preljocaj procede per contaminazioni
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Al Teatro Nazionale di Roma, a due passi dal Teatro dell’Opera,è andato in scena lo spettacolo di danza contemporanea Serata Preljocaj.
Interpretato dal corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, si tratta di un trittico di creazioni del coreografo francese Angelin Preljocaj, di origini albanesi. Si susseguono, con appena cinque minuti di cambio scena, tre lavori ormai centrali nel suo percorso: Annonciation, La Stravaganza e Noces.
Preljocaj, figura chiave della danza contemporanea europea, ha costruito negli anni un linguaggio capace di attraversare il repertorio senza rimanerne intrappolato. Il suo lavoro sui classici non è mai citazione, ma riscrittura: ne conserva l’ossatura e la espone a innesti inattesi. Nella sua versione de Il lago dei cigni, ad esempio, alla partitura di Čajkovskij si affiancano inserti elettronici del collettivo 79D, fino a suggerire una lettura che sfiora il tema del disastro ecologico.
Questa tensione tra tradizione e scarto attraversa tutti e tre i quadri. A emergere è soprattutto la costruzione del movimento: la pulizia delle linee, il lavoro sulle braccia allongé che si propagano come onde o si allargano con eleganza seguendo l’arcata delle spalle, fino a evocare ali. Le frasi coreografiche si sviluppano per variazione: una figura viene esposta, ripresa e tradita, quasi secondo un principio di canone e controcanto.
In Annonciation (1995), il duetto si ispira all’episodio evangelico. La scena si apre con Maria che si acconcia i capelli, mentre in sottofondo si sente il vociare di bambini da un cortile vicino. Le sonorità elettroniche di Stéphane Roy si alternano al Magnificat di Antonio Vivaldi.











